Lecceoggi.com - Attualità, cronaca e curiosità in tempo reale dalla provincia di Lecce.
HomeRubricheIL SALENTO DALL PREISTORIA ALLA MODERNITÀ – UNA GITA A CAVALLINO

IL SALENTO DALL PREISTORIA ALLA MODERNITÀ – UNA GITA A CAVALLINO

IL SALENTO DALL PREISTORIA ALLA MODERNITÀ – UNA GITA A CAVALLINO

UNA GITA A CAVALLINO  (seconda parte la precedente il 20 febbraio)

COSA C’È DA VISITARE A CAVALLINO

La Chiesa Madre, dedicata a Maria SS Assunta, venne edificata a partire dal 1630. Sorge sui resti di una costruzione precedente, molto più piccola di quella attuale, e i lavori si protrassero sino al 1703. Attiguo alla chiesa è l’alto campanile, costruito nel 1787 per volere del marchese Gaetano Castromediano, su cui è impiantato, dal 1893, l’orologio civico. All’interno, lungo la navata sono presenti alcuni altari dedicati a Sant’Antonio da Padova, datato 1601 e proveniente dalla vecchia struttura, alla Madonna del Rosario e San Michele Arcangelo (1687), a San’Anna (1703), alla Vergine della Pietà (1686) e alla Madonna del Monte, quest’ultimo risalente al 1686 ma con rifacimenti del 1921. Inoltre sono presenti due edicole; quella del lato destro è dedicata a San Giovanni l’Elemosiniere (1703), protettore dei Castromediano; quella di sinistra ospita un moderno Battistero. Il braccio destro del transetto ospita la cappella funeraria dei Castromediano. In essa è presente il monumento sepolcrale dei feudatari di Cavallino, eretto nel 1637. Nel braccio sinistro del transetto vi è la cappella del Rosario. Nel 1972, in seguito ai stravolgimenti liturgici dettati dal Concilio Vaticano II, la chiesa subì un radicale cambiamento. Furono distrutti il coro, l’altare barocco in marmo e al posto dell’antica statua della Madonna Assunta, attualmente in una nicchia all’esterno della chiesa, fu posizionato un grande Crocifisso in legno di noce.

Chiesa e Convento dei Padri Domenicani

Chiesa_e_Convento_dei_Domenicani_Cavallino

Il complesso monastico dei Domenicani fu costruito nel decennio compreso fra il 1626 e il 1635 per volere di Beatrice Acquaviva d’Aragona, moglie del marchese Francesco Castromediano.

La chiesa, intitolata a San Domenica di Guzman e a San Nicolò, sorge sui resti di una cripta basiliana dell’XI secolo. Presenta una sobria facciata ingentilita da un portale sormontato dallo stemma della famiglia Castromediano. L’interno, a tre navate, ospita otto pregevoli altari barocchi in pietra leccese posizionati negli archivolti delle pareti laterali. Il presbiterio, che conserva ancora l’antico altare maggiore, è caratterizzato dalle imponenti statue dei due marchesi che si prendono per mano, opera realizzata nel 1663 dallo scultore Placido Buffelli di Alessano. Il convento, di proprietà comunale dal 1894, possiede un austero prospetto rinascimentale sul quale sono posizionati gli stemmi delle famiglie imparentate con i feudatari Castromediano. L’edificio si sviluppa attorno al piccolo chiostro. Nelle vicinanze, un modesto locale, distrutto nel 1970, fu destinato dai frati domenicani, a partire dalla fine del Seicento, ad alloggio per poveri, ad ospedaletto e a farmacia. Attualmente gli ambienti del convento ospitano la sede dell’Isufi e della scuola di Specializzazione in Archeologia classica e moderna dell’Università del Salento.

Cappella della Madonna del Monte

Sulla ss16 sorge una struttura che ospita i Frati Comboniani, attivi nel campo dell’integrazione con le popolazioni africane e della beneficenza.

Castello ducale Castromediano-Limburg

Il castello, o palazzo ducale, dei Castromediano-Limburg è una costruzione della seconda metà del XV secolo con aggiunte strutturali e rifacimenti affettuati nel corso del Cinquecento e del Seicento. Il nobile prospetto presenta un ingresso quattrocentesco, mentre del XVI secolo è la merlatura e il bastione. Il lato nord della fabbrica fu aggiunto nel Seicento. L'interno, caratterizzato da un atrio in cui è posizionata una statua in pietra leccese raffigurante Kiliano di Limburg, capostipite della famiglia Castromediano, ospita vasti ambienti decorati con elementi architettonici tipici del periodo barocco. The castle, or ducal palace, the Castromediano-Limburg is a construction of the second half of the fifteenth century, with structural additions and renovations affettuati during the sixteenth and seventeenth centuries. The noble prospect has an entrance century, while the sixteenth century battlements and ramparts. The north side of the factory was added in the seventeenth century. The interior features an atrium in which is positioned a stone statue depicting Killian Lecce Limburg, founder of the family Castromediano, has large rooms decorated with architectural elements typical of the Baroque period

Il castello, o palazzo ducale, dei Castromediano-Limburg è una costruzione della seconda metà del XV secolo con aggiunte strutturali e rifacimenti affettuati nel corso del Cinquecento e del Seicento. Il nobile prospetto presenta un ingresso quattrocentesco, mentre del XVI secolo è la  merlatura ed il bastione. Il lato nord fu aggiunto nel Seicento. All’interno nell’atrio c’è una statua raffigurante Kiliano di Limburg, capostipite della famiglia Castromediano. Di particolare pregio artistico sono la galleria, la cui volta a crociera è arricchita dai simboli dello zodiaco, la sala delle armi e il salotto. Quest’ultima sala è impreziosita da due dipinti, dei quali uno è attribuibile al pittore leccese Oronzo Tiso. Il castello è anche dotato di una piccola cappella ingentilita dagli altari dedicati alla Madonna Addolorata e alla Madonna di Leuca e da alcuni dipinti di Gianserio Strafella. La proprietà della struttura è divisa fra il Comune di Cavallino e la Provincia di Lecce.

Menhir di Ussano

Menhir_di_Ussano

Il Menhir di Ussano dista 5 km dal paese e sorge alle spalle dell’omonima masseria in prossimità di Galugnano. Si raggiunge percorrendo la SS16 prendendo l’uscita per Galugnano-San Donato di Lecce.

Posto su un’altura, nel sito dove sorgeva l’antico casale di Ussano, ha un’altezza di 2,50 metri con una sezione ottagonale dovuta, molto probabilmente, ad interventi successivi tesi a trasformare il monolite in colonna vootiva. Le facce principali e laterali misurano rispettivamente cm 45 e cm 30.

Specchia Sentina

La Specchia Sentina, è un monumento megalitico  presente all’interno dell’insediamento messapico. Fra le numerose specchie esistenti nel territorio cavallinese, la Specchia Sentina è quella più importante per dimensioni. Questo monumento, la cui funzione è quella di difesa e vigilanza, prende il nome dal verbo latino speculor che significa “osservare attorno”. Il grande cumulo, denominato Sentina dal fondo su cui insiste, ha base ellittica e un’altezza di 3 metri. Misura 34 metri sull’asse maggiore e 21 metri su quello minore.

Museo Diffuso

Nel 2003  è stato aperto un Musue Diffuso (progetto nato come “cantiere scuola” per studenti dell’Università), sotto iniziativa della scuola di Archeologia della stessa università. Il museo, di grande estensione (circa 30 ettari), presenta numerosi resti dell’antica popolazione messapica che abitava il territorio in periodo arcaico. L’area, oltre ad essere la culla di queste antichissime testimonianze, rappresenta anche un perfetto equilibrio tra natura e i vari resti archeologici sparsi per il territorio. Nel museo si cerca di mantenere l’ambiente ed il paesaggio quanto più vicino possibile all’originale, anche aggiungendo elementi architettonici ricostruiti con un attento lavoro di studio e restauro in modo da renderli quanto più fedeli agli originali perduti. L’ingresso del museo è costituito da una terrazza in metallo alta 10 metri. Salendo sulla terrazza è possibile dare uno sguardo d’insieme all’intero sito archeologico (questo “balcone” è stato definito “balcone sulla storia”).

Ottavia Luciani

FINE

Condividi con:

redazione.lecceoggi@gmail.com

No Comments

Leave A Comment