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IL SALENTO VUOL SAPERE ILPERCHÈ DELLA SOPPRESSIONE DI NANOSCIENZE

IL SALENTO VUOL SAPERE ILPERCHÈ DELLA SOPPRESSIONE DI NANOSCIENZE

CNR-

Il dato certo è che si stia chiudendo una sede virtuosa di un Istituto di Nanoscienze del Consiglio Nazionale delle Ricerche, che annovera ricercatori vincitori di tre Erc (l’ultimo a marzo con due milioni di Euro). E non se ne capisce il motivo, già chiesto a gran voce da Paolo Pagliaro, dell’ufficio di presidenza di Forza Italia.

E con la chiusura si perdono grandi talenti, grandi menti che, ovviamente, vanno via dal Salento. La soppressione del polo d’eccellenza leccese è stata decisa dal consiglio di amministrazione del CNR il 3 agosto scorso ed ora diventa realtà.  Gli interrogativi sono tanti e il Salento chiede risposte. “Perché chiudere questo centro nel massimo della sua attività, con sette ricercatori, e tenere aperto, ad esempio L’Istituto Nazionale Ottica, sempre del Cnr di Lecce, che è composto soltanto da 3 dipendenti, 2 Funzionari Amministrativi e 1 Collaboratore Tecnico, senza alcun ricercatore?”. La struttura che ospita l’INO si trova ad Arnesano, è di un privato e costa 25.000 euro all’anno solo di affitto. Dunque una struttura senza ricercatori avrebbe due funzionari di amministrazione che, generalmente, sono al servizio dei ricercatori. Ovviamente nulla contro l’attività svolta dal centro di Arnesano, che è certamente di eccellenza, ma le domande sorgono spontanee e ci si chiede quali siano i motivi della scelta fatta.

Dicevamo che l’altro dato certo è che perdiamo formidabili scienziati in nanotecnologia. Alcuni di loro hanno scelto di trasferirsi a Pisa (presso la sede centrale del CNR-NANO) portando con loro, tra l’altro, anche una società spin-off del CNR Soft Materials & Technologies. Oltre che sul fronte scientifico c’è una penalizzazione anche a livello industriale, dunque. L’azienda spinoff ha vinto importanti premi per le startup ed uno dei componenti ha vinto il premio Marisa Bellissario nel 2011, riconoscimento riservato alle più giovani e talentuose ricercatrici nel settore Ingegneria industriale e dell’innovazione.Attendiamo spiegazioni esaustive dai vertici del CNR.

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