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SALVEMINI: “SMART WORKING TEMA POLITICO: VALUTARE L’IMPATTO SU CITTÀ E VITA QUOTIDIANA”

SALVEMINI: “SMART WORKING TEMA POLITICO: VALUTARE L’IMPATTO SU CITTÀ E VITA QUOTIDIANA”

Il tema della scelta tra smart working e ufficio è un tema politico”. Il sindaco di Lecce, Carlo Salvemini, interviene sul tema del ritorno al lavoro nelle modalità pre-covid sollecitato dal sindaco di Milano Beppe Sala nei giorni scorsi.

Si tratta di un tema importante e strategico che più di altri può segnare la trasformazione delle nostre città, dal punto di vista ambientale, urbanistico, sociale.

Per affrontarlo dobbiamo considerare almeno due premesse doverose: c’è un problema ancora non risolto sulla produttività del lavoro da casa? certamente sì, e questo impone un modello gestionale capace di misurare le performance individuali per obiettivi. Non interessa quante ore lavori, ma il risultato assegnato nel tempo previsto. C’è poi un problema di infrastrutture che crea difficoltà ai lavoratori nella disponibilità di pc e connessioni veloci da casa? Certamente sì, e questo sollecita investimenti aziendali e pubblici per assicurare che il working sia effettivamente veloce e non lento e faticoso.

Considerato ciò, la pratica dello smart working, con la quale imprese, lavoratori e amministrazioni pubbliche hanno familiarizzato durante il lockdown, è come una miccia accesa che consumandosi fino in fondo ci consegna uno scenario diverso.

Ci sono milioni di mq di uffici che probabilmente sono sovradimensionati rispetto alle necessità, con prevedibili bolle immobiliari, ossia investimenti senza rendimenti; ci sono tantissime attività e addetti – soprattutto nel settore dei pubblici esercizi (bar, trattorie, ristoranti, pizzerie, gelaterie) ma non solo – colpite dalla scomparsa di milioni di lavoratori che invece di andare in ufficio restano a casa sottraendo incassi per colazioni, pranzi, aperitivi; ci sono infrastrutture di trasporto progettate e realizzate per grandi volumi di traffico che vedono dimezzati utenti e ricavi a parità di costi. Si tratta di temi giganteschi.

Accanto a queste immagini, che descrivono l’orizzonte di un tempo nuovo, che procurano ferite, ce ne sono altre invece di grande conforto: con lo smart working le strade sono più libere da auto, si produce meno inquinamento, c’è meno smog; milioni di pendolari si vedono liberati dall’obbligo di affrontare chilometri di viaggio ogni giorno per andare a in ufficio, con sveglie all’alba e percorsi casa/lavoro/casa che sottraggono ore preziose alla propria vita familiare, affettiva, sociale.

Dunque, non è così semplice dire: torniamo tutti in ufficio. E non è così automatico affermare: ora e sempre smart working. Per questo serve la Politica. Serve interrogarsi su questi potenziali e strategici cambi di scenario, che vanno letti, interpretati e, per quanto possibile, governati”.

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