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SAN CESARIO DI LECCE ACCENDE UN FARO VIOLA PER LA FIBROMIALGIA.

SAN CESARIO DI LECCE ACCENDE UN FARO VIOLA PER LA FIBROMIALGIA.

Il sindaco Coppola: “E’ anche la Giornata dell’infermiere, un plauso ai nostri eroi in corsia”

L’Amministrazione Comunale di San Cesario di Lecce aderisce al progetto di riconoscimento della fibromialgia, promosso dall’organizzazione di volontariato “Comitato Fibromialgici Uniti – Italia”.

In occasione della Giornata mondiale della fibromialgia, che ricorre il 12 maggio, l’associazione ha chiesto la collaborazione dei sindaci dei Comuni Italiani per l’adesione ad alcune iniziative, tra le quali quella denominata Facciamo luce sulla fibromialgia, che prevede che venga illuminato un monumento della città di viola, colore simbolo della malattia. Il sindaco Fernando Coppola, di concilio con l’Amministrazione comunale, ha deciso di aderire all’iniziativa illuminando la chiesetta di San Giovanni Evangelista, il piccolo gioiello risalente al 1.300, recentemente riportato alla luce, che si trova nel centro storico del paese.

 

L’iniziativa mira ad accendere un faro sulla fibromialgia, una sindrome molto dolorosa che in Italia non è ancora riconosciuta come invalidante e riguarda circa 3 milioni di persone dai 25 ai 55 anni, in particolare donne.

“Sostenere campagne di sensibilizzazione di questo tipo – dice il sindaco Fernando Coppola – rientra nelle nostre priorità poiché il diritto alla salute e a essere curati è precipuo. E’ compito di un’Amministrazione sensibilizzare la propria cittadinanza a questo tipo di problemi che possono investire tutti. San Cesario di Lecce c’è e vuole dare un contributo a queste nobili iniziative. Abbiamo scelto di illuminare uno dei monumenti simbolo, la nostra chiesetta di San Giovanni Evangelista, fiore all’occhiello del paese. Il 12 maggio, inoltre, si celebra anche la Giornata internazionale dell’infermiere. Le infermiere e gli infermieri con dedizione, pazienza e grande umanità; proteggono le nostre vite. Lo stanno facendo particolarmente ora, durante questa pandemia, in cui sono stati chiamati a stare sul fronte, insieme ai medici. Quello dell’infermiere non è solo un lavoro, ma anche una vocazione, una missione. Le infermiere e gli infermieri sono i nostri angeli custodi nei momenti più difficili. Durante l’emergenza Covid in particolare, hanno protetto le nostre vite, rischiando di perdere le loro. A questi eroi va il nostro ringraziamento e il nostro plauso per il lavoro che ogni giorno svolgono con grande sacrificio e coraggio”.

 

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