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SEPARAZIONE DELLE CARRIERE SEGNO DI CIVILTÀ GIURIDICA E BATTAGLIA STORICA DEL CENTRODESTRA LIBERALE

SEPARAZIONE DELLE CARRIERE SEGNO DI CIVILTÀ GIURIDICA E BATTAGLIA STORICA DEL CENTRODESTRA LIBERALE

Ho firmato anch’io la proposta di legge popolare

firmadebenedetto

Ho partecipato attivamente e aderito all’iniziativa promossa dalla Camera Penale di Lecce, nel corso della quale è stata allestita la raccolta firme per la proposta di legge costituzionale di iniziativa popolare per chiedere a gran voce la separazione delle carriere tra Magistrati e Pubblici Ministeri.

La giustizia italiana soffre di gravi problemi sistemici che rendono il funzionamento della macchina lento e ingarbugliato: da troppo tempo si sente parlare di una riforma per ridurre i tempi della giustizia e, soprattutto, per garantire un accertamento quanto più vicino possibile alla realtà della verità giuridica durante i processi.

Ma un altro grande principio, consacrato nella nostra stessa Costituzione, è quello che vuole l’imparzialità e la terzietà del giudice. Due caratteristiche basilari per chi si propone di amministrare la funzione giurisdizionale, ma che ancora non trova piena attuazione. Come sottolinea l’Unione delle Camere Penali, infatti, magistrati e Pm al giorno d’oggi appartengono allo stesso ordine, seguono una formazione uguale e addirittura possono trasmigrare da una funzione all’altra.

Una situazione paradossale in un Paese come l’Italia, culla della civiltà giuridica mondiale e che i cittadini pagano sulla propria pelle. E a farne le spese sono anche gli avvocati che, in ogni processo, possono contare solo e soltanto sulle proprie forze per far valere le ragioni dei propri assistiti, senza poter contare sul supporto dell’apparato statale. Insomma, un vero e proprio vulnus del diritto alla difesa e che non mette certo in condizione di parità delle armi l’accusa e la difesa davanti a un giudice.

Ecco perché questa mattina, ai piedi del Tribunale di Lecce in via Brenta, ho deciso di firmare anche io una proposta di legge popolare che in pochi giorni ha già raggiunto circa 50mila sottoscrizioni in tutta Italia.

La nostra cultura giuridica deve rimettersi al passo con i tempi, ma soprattutto deve rispondere concretamente ai principi della nostra Carta Costituzionale, ancora troppo lontani dalla realtà.

Federica De Benedetto

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