Lecceoggi.com - Attualità, cronaca e curiosità in tempo reale dalla provincia di Lecce.
HomePoliticaSERVIREBBE UN PRETE ANCHE NEL CENTRODESTRA: SI BADI BENE, PERÒ, SCRITTO CON LA “P” MINUSCOLA.

SERVIREBBE UN PRETE ANCHE NEL CENTRODESTRA: SI BADI BENE, PERÒ, SCRITTO CON LA “P” MINUSCOLA.

SERVIREBBE UN PRETE ANCHE NEL CENTRODESTRA: SI BADI BENE, PERÒ, SCRITTO CON LA “P” MINUSCOLA.

ALFREDO PRETE  GIORGIO PALA

(nelle foto: a sinistra Alfredo Prete e a destra Giorgio Pala)

Non mi riferisco al Presidente della Camera di Commercio, ma a un prete nel vero senso della parola, in grado magari di esorcizzare tutti gli esponenti politici della destra leccese dal demonio dell’indecisione che sembra essere calato su di essi.

Alfredo Prete è una persona di indubbio spessore, fa politica ormai da tempo (il ruolo che ricopre non è forse un ruolo istituzionale elettivo?), dunque la sinistra cittadina lo ha scelto proprio perché … non è di sinistra. Solo questo basterebbe a certificare il fallimento politico di una classe dirigente di centrosinistra che a Lecce ormai nemmeno riesce a esprimere un candidato tra i propri ranghi, dovendo pescare in una società civile non politicizzata.

Venendo alla situazione del centrodestra leccese, qui si rischia di morire di tatticismo: fiumi di comunicati stampa e di dichiarazioni strategiche si accostano ai fumosi tavoli di coalizione (ma quanti ce ne sono? ci sono sicuramente più tavoli oggi che liste elettorali tra sei mesi)

Un primo suggerimento: da una parte Mazzei e Isola e dall’altra Caló, rispettivamente l’anima più moderata e più estrema di un’eventuale coalizione di centrodestra, dovrebbero “fare l’amore e non fare la guerra”. Luigi, Carmelo e Leonardo, siete brave persone, sedetevi ad un tavolo e provate a conoscervi senza mettere veti l’uno sull’altro, il caffè ve lo offriamo noi giovani con molto piacere.

In secundis: berlusconiani e fittiani escano dalle ambiguità politiche, si vuole vincere insieme o perdere divisi? Basta tattica, si ragioni da persone civili senza preclusioni da una parte o dall’altra su eventuali nomi.

Perché è inutile girarci attorno: di questo passo e con queste indecisioni, il centrodestra perderà la guida della città in favore di una sinistra ridicola o dei cinque stelle che in sordina stanno lavorando bene.

Tanto di cappello a Fratelli d’Italia, forse il più deciso dei partiti che si siedono ai tavoli di coalizione nel non consegnare la città in mano alla sinistra.

In conclusione, il dato più importante: il prossimo candidato sindaco del centrodestra dovrà avere il coraggio di osare.

Il coraggio di fare scelte forti per una città che può diventare la Milano del Sud a livello economico e la nuova Sardegna a livello turistico, ma soprattutto il coraggio di svecchiare una classe dirigente che propone all’elettore ben poche novità: un sindaco con il coraggio di osare dovrà aprire un processo di rinnovamento nei fatti e non semplicemente con le parole, dando così ai cittadini nuovi incentivi per andare a votare.

Almeno due o tre liste vergini affianco alle solite liste politiche e una giunta fresca, tanti volti nuovi, tante facce pulite: questo è ciò che vuole la gente, stanca delle solite dinamiche della politica dove vanno sempre avanti i più furbi e mai i più bravi.

Qualora il prossimo candidato sindaco del centrodestra volesse puntare sempre e soltanto sulla stessa gente, a quel punto gli consiglieremmo di non candidarsi per evitare una sonora bocciatura elettorale.

In conclusione, cari Gabellone, Poli Bortone, Mazzotta, Signore, Caló, Mazzei, Pagliaro & company, fate presto e scegliete bene, senza la paura di osare e di rinnovare: siete persone intelligenti, dunque non siate stupidi.

Serve un sindaco che piaccia alla gente e che sappia stare in mezzo alla gente, non un nome basato su un mero accordo elettorale nè tantomeno inutili divisioni: i casi di Nardó e soprattutto di Gallipoli non vi hanno insegnato nulla? La vecchia politica, per come è stata intesa negli ultimi decenni, è ormai finita: o si cambia modo di pensare o si perde.

Noi, come sempre, siamo pronti a fare da intermediari per mettervi attorno a un tavolo da persone civili: voi però dovete cacciare gli attributi e ragionare con il cuore e non con le poltrone, se davvero tenete alla nostra città.

Fate la scelta migliore, ma soprattutto fate presto.

Giorgio Pala

Presidente associazione Carpe Diem

Condividi con:

redazione.lecceoggi@gmail.com

No Comments

Leave A Comment