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SI ESPANDE LA VARIANTE DELTA, IN ITALIA E IN EUROPA

SI ESPANDE LA VARIANTE DELTA, IN ITALIA E IN EUROPA

Non è possibile fare stime attendibili su quanto ci attende, ma il segnale è chiaro: a partire dal 1° luglio la curva dei contagi nel nostro Paese ha smesso di decrescere ed è tornata a salire. Il che significa che i nuovi casi positivi aumenteranno.

Difficile dire con quale rapidità, ma molto probabilmente la traiettoria italiana ricalcherà quella inglese: a metà maggio in GB erano state somministrate 50 milioni di dosi di vaccino, come in Italia ora, dove le somministrazioni hanno superato i 54 milioni di dosi, con una media di oltre 500mila al giorno.

La pandemia non è affatto finita, “dobbiamo esserne consapevoli” dice il ministro della Salute Roberto Speranza, che esorta alla “massima attenzione, massima cautela, massima prudenza”. “Viviamo settimane molto delicate, cruciali nella lotta contro il Covid, che è stata naturalmente la nostra priorità in questo anno e mezzo così difficile”.

I vaccini ci salvano: cosa dicono i dati

Ma un dato è evidente, in tutta Europa e nel resto del mondo: i vaccini ci salvano. Anche se l’immunità assicurata da Pfizer contro il ceppo indiano – il 60% più contagioso della variante originale di Wuhan – potrebbe essere meno elevata di quanto constatato inizialmente (i dati provenienti da Israele parlano del 64% di efficacia, contro il 94,3% annunciato nelle scorse settimane), ad oggi l’impatto sui ricoveri e sullo sviluppo di una forma di Covid grave è chiara.

Grazie ai vaccini, in caso di positività, tendenzialmente non si finisce in ospedale, e comunque il rischio di Covid grave o mortale è infinitamente basso (qui il report con tutti i vaccini e la loro capacità di protezione contro la variante Delta).

Con l’evoluzione della campagna di vaccinazione abbiamo registrato una riduzione fortissima sia dei numeri dei contagiati sia del numero dei posti letto, sia in area medica che in terapia intensiva. In Gran Bretagna c’è un aumento importante dei casi, ma il numero dei decessi e ricoveri è abbastanza stabile, dimostrazione che i vaccini funzionano anche contro la variante Delta.

Covid in Italia, cosa succederà nelle prossime settimane

A rischio, ora e nel prossimo autunno, sono soprattutto gli over 60 non vaccinati, che come ha ribadito il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri: “Queste persone corrono un rischio per loro stessi, non solo per la società”. A ottobre ci sarà una recrudescenza della circolazione del virus e, purtroppo, con questa circolazione, anche se non paragonabile allo scorso anno, in ospedale andrà prevalentemente chi non si è vaccinato. “Ed è un rischio troppo alto”.

“Il rischio è che avremo i bambini più piccoli non vaccinabili, perché non c’è un vaccino per loro, poi avremo una fascia di persone sopra i 60 che non si è vaccinata”, con la possibilità di infezione che passa dai bambini ai nonni non vaccinati che poi “vanno in terapia intensiva e muoiono. Oggi morire di nuovo Coronavirus, avendo un vaccino, è una stupidaggine. Con la vaccinazione le possibilità di morte sono vicinissime allo zero”, dice senza mezzi termini.

Nonostante il calo di forniture del 5% tra giugno e luglio, da qui a settembre arriveranno 45 milioni di dosi di vaccino a mRna. Arrivare ai 40 milioni di persone vaccinate almeno con la prima dose, sui 53 milioni di soggetti vaccinabili (8 milioni sono sotto i 12 anni e non vaccinabili), purtroppo non basta però a raggiungere l’immunità di gregge. Il commissario all’emergenza generale Figliuolo, dal canto suo, punta ora a convincere 215mila insegnanti e operatori scolastici a vaccinarsi per tornare a settembre a scuola in sicurezza.

In ogni caso, come ha spiegato Matteo Bassetti, direttore della Clinica Malattie Infettive del Policlinico San Martino di Genova, dobbiamo imparare a convivere con il Covid, proprio come nel Regno Unito guidato da Boris Johnson, dove si prevede un’ulteriore impennata dei contagi fino a 50mila casi al giorno. Ma il premier inglese ha deciso di riaprire tutto e eliminare le restrizioni, nonostante l’aumento dei contagi. In Italia, secondo Bassetti, 7-8mila morti l’anno saranno, purtroppo, un tributo fisiologico alla circolazione del Coronavirus.

Obbligo vaccino ai sanitari e più soldi alla sanità dal Pnrr

Il ministro Speranza intanto ritorna sull’obbligo di vaccinazione ai sanitari: “Dobbiamo lavorare perché quella norma sia rispettata, le vaccinazioni sono la più importante arma”. E insiste sul fatto che “il Servizio sanitario nazionale deve recuperare il tempo perduto. Perché non vi è alcun dubbio che la battaglia contro il Covid ci ha portato ad accumulare problemi, ritardi, visite e screening non fatti”.

Per questo ha spinto negli ultimi provvedimenti affinché si recuperassero risorse, come il mezzo miliardo individuato per provare a velocizzare il recupero di questi interventi, degli screening e delle visite non fatti. “E bisognerà fare di più, perché questa è una priorità assoluta”.

Negli anni precedenti, infatti, alla sanità italiana veniva destinato 1 miliardo l’anno. Nel dicembre del 2019 la cifra è raddoppiata a 2 miliardi, “poi è arrivato il Covid e abbiamo messo tante risorse, costretti dall’emergenza in corso” spiega. Dal Pnrr, il Piano nazionale di ripresa e resilienza, sono in arrivo infatti ben 20 miliardi, che serviranno “trasformare la crisi in una grande opportunità”.

Variante Delta Covid: dove corre di più

Intanto, la variante Delta in Italia potrebbe diventare il ceppo più diffuso, al posto di quello inglese, già a metà luglio, secondo le stime del matematico Giovanni Sebastiani dell’Istituto per le Applicazioni del Calcolo “Mauro Picone” del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr-Iac).

I numeri sono bassi ma potrebbero subire una nuova impennata, in particolare in 5 province italiane, che secondo le analisi degli esperti negli ultimi giorni “mostrano un trend di crescita lineare dell’incidenza, con consistenti valori medi del tasso di aumento settimanale”. Si tratta di Napoli, Lodi, Verona, Caltanissetta e Ascoli Piceno.

In Lombardia, epicentro della prima ondata Covid, potrebbe essere prevalente fra 2-4 settimane, cioè tra la metà e la fine di luglio, ha spiegato l’assessore al Welfare della Regione Letizia Moratti.

Per quanto riguarda l’Europa, l’ECDC-Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie segnala che nell’ultima settimana i casi di Covid-19 sono aumentati più del previsto in Belgio, Danimarca, Finlandia, Grecia, Irlanda, Norvegia, Portogallo, Regno Unito e Spagna.

 

(Fonte Libero)

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