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IL SINDACO SALVEMINI SU LETTERA MESSA IN MORA ITALIA PER CONCESSIONI BALNEARI

IL SINDACO SALVEMINI SU LETTERA MESSA IN MORA ITALIA PER CONCESSIONI BALNEARI

Di seguito dichiarazione sindaco di Lecce Carlo Salvemini a seguito della lettera di costituzione in mora giunta dalla Commissione Europea all’Italia in merito al rilascio di autorizzazioni relative all’uso del demanio marittimo per il turismo balneare e i servizi ricreativi (concessioni balneari):

“Ancora una volta la Commissione europea ha ricordato all’Italia il dovere di garantire trasparenza e parità di trattamento per quanto riguarda le concessioni balneari. La lettera di costituzione in mora in merito al rilascio di autorizzazioni relative all’uso del demanio marittimo per il turismo balneare e i servizi ricreativi (concessioni balneari) pone al centro la necessità di garantire, per ragioni di interesse generale, procedure di selezione aperta, pubblica e basata su criteri non discriminatori, trasparenti e oggettivi.

Per diversi motivi: superare l’attuale incertezza giuridica sui servizi turistici balneari; garantire l’incoraggiamento, dopo aver fornito certezza, di investimenti in un settore trainante l’economia turistica; superare le ripercussioni negative della pandemia sul settore;  compensare la perdita di reddito per le autorità locali italiane.

C’è poi una motivazione politica, che io considero importante, nell’ottica di una visione progressista dell’economia di mercato, che è il contesto nel quale viviamo. Lo Stato deve essere capace di garantire opportunità, occasioni, possibilità anche agli “outsider”, ovvero a coloro che potrebbero trovare nei servizi balneari opportunità diversificate di impresa (ricreative, sportive, culturali, naturalistiche), e non solo preoccuparsi di tutelare gli “insider”, ovvero quanti si trovano già dentro un mercato da tempo “chiuso”. Principio alla base dei diversi pronunciamenti sulla materia espressi dalla Commissione Ue, dalla Corte di Giustizia Europea, dall’Autorità Garante della Concorrenza Mercato,  dalla giustizia amministrativa italiana. Che si accompagna al giusto riconoscimento ai concessioni balneari in scadenza di adeguate forme di tutela e riconoscimento degli investimenti effettuati.

A Lecce la nostra azione è volta a perseguire l’interesse generale in questa cornice, che è legislativa e politica, e contempera, oltre agli aspetti economici del legittimo sfruttamento delle opportunità che la gestione del litorale offre, anche gli aspetti ambientali e naturalistici, sui quali all’interno delle previsioni del Piano delle Coste abbiamo chiesto ai concessionari di fare con noi un passo avanti in termini di monitoraggio condiviso dell’erosione costiera, e di sostenibilità paesaggistica dei manufatti.

Si colloca in questa cornice anche la proposta di proroga tecnica per tre anni delle concessioni balneari – che scade il 7 dicembre – contenuta in una delibera di indirizzo della Giunta e proposta dal dirigente del Settore Demanio, che è stata offerta come alternativa ai balneari che hanno fatto richiesta di proroga delle concessioni al 2033. Una proposta che salvaguarda la possibilità per le imprese balneari di programmare i prossimi tre anni di attività (a fronte di una scadenza delle concessioni che resta al 31/12/2020), consente al Comune di continuare a governare la costa (laddove al 31/12, anche in applicazione della 77/2020, i titoli edilizi e paesaggistici scadrebbero e dovrebbero essere rinnovati dopo istruttoria alle condizioni legislative attuali), consente di avviare la collaborazione tra concessionari e amministrazione sul tema del monitoraggio dell’erosione.

Nonostante da una parte dei balneari io venga accusato di essere un avversario, considero questa proposta una mano tesa nei loro confronti. Perché indica una via d’uscita da un labirinto giuridico nel quale è facile perdersi mettendo a rischio le prossime stagioni estive, garantendo certezze d’investimento a breve termine. Un risultato che considero importante in vista di  appuntamento non più rinviabile con i bandi di assegnazione, che oggi l’UE ha nuovamente ricordato essere ineludibile. Una realtà con la quale, a meno di non voler chiudere gli occhi, occorrerà fare i conti”.

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