Sotto la guida di Eusebio Di Francesco, un Lecce migliorato sotto ogni aspetto
La sosta imposta dagli impegni della Nazionale permette, dopo undici giornate di calendario disputate, di tracciare un primo, parziale, consuntivo sul cammino della squadra giallorossa.
Rispetto allo scorso anno è, osa primaria, cambiata la guida tecnica e da un allenatore più votato alla fase difensiva si è passati, per volontà della Dirigenza, a Eusebio Di Francesco, notoriamente più portato al gioco offensivo che, ovvio, piace di più ai sostenitori delle varie squadre da lui allenate, quando le cose vanno bene, in particolare.

Di Francesco
Arrivato nel Salento, meglio ritornatoci, vista la sua prima esperienza agli esordi come mister da serie A, il buon Eusebio ha iniziato a lavorare con un gruppo costruito dalla coppia Corvino-Trinchera con l’obbiettivo di conquistare una nuova salvezza, cosa che renderebbe ancora più storico il cammino della società sotto la guida del presidente Saverio Sticchi Damiani mentre per lui, come professionista, sarebbe una rivalsa sul cammino fatto nelle due ultime stagioni calcistiche.
L’ossatura della squadra è rimasta grosso modo quella che ha portato ad ottenere la terza salvezza consecutiva anche se a fare le valigie sono stati due elementi cardine del gruppo: Baschirotto e Krstovic.
Per la loro sostituzione Corvino si era, avvedutamente, coperto con Tiago Gabriel, un 2006, per il centrale difensivo mentre per il goleador trasferito all’Atalanta, ha pescato in Svizzera il serbo Nikola Stulic (classe 2001). Da un Nikola ad un altro anche se al momento il testimone del gol è rimasto in mano al montenegrino.
Lavorando di buzzo buono Di Francesco è riuscito, così parlano i numeri, a fare meglio della passata stagione.
Il Lecce a lui affidato, infatti, in queste prime undici partite ha totalizzato 10 punti frutto di due vittorie, 4 pareggi e 5 sconfitte; ha realizzato 8 reti subendone 14. Il tutto permette alla squadra di occupare il quindicesimo posto in classifica, alla pari con il Cagliari con tre punti di vantaggio sulla terz’ultima posizione e due squadre cuscinetto che lo seguono.
Ho scritto che questo Lecce va meglio dell’ultima stagione ed ecco perché.
Sotto la guida di Gotti la squadra aveva totalizzato o punti frutto di 2 vittorie, 2 pareggi e 7 sconfitte, aveva realizzato 4 reti (l’attacco più asfittico di sempre) subendone 29, infine era ultima in classifica alla pari con Monza e Venezia, poi retrocesse in serie cadetta.
Al di là dei numeri, che hanno la loro importanza, bisogna rilevare che quest’anno la squadra gioca un calcio più piacevole fatto di trame di gioco studiate e ripetute nelle sedute di allenamento e poi applicate in partita segno che tutti i calciatori hanno acquisito coscienza dei propri mezzi e quindi, lavorando sempre con la massima concentrazione, riescono a recepire e poi applicare i concetti loro impartita da Di Francesco.
I concetti che poi sono quelli fondamentali ovvero lavoro, serietà, rispetto dell’avversario, coscienza di se stessi, equilibrio in campo tra i reparti per rendere fluida la manovra sia in fase d’attacco che di difesa.
Lecce già salvo? Assolutamente no, sbagliato illudersi, ora bisogna continuare a fare con la stessa serietà quanto fatto finora e alla fine il risultato potrebbe essere quello che tutti ci auguriamo che possa essere:
Ernesto Luciani