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SULLE MACERIE DELLA RETROCESSIONE È STATO COSTRUITO UN LECCE DA PRIMA FILA

SULLE MACERIE DELLA RETROCESSIONE È STATO COSTRUITO UN LECCE DA PRIMA FILA

Conclusa la prima fase del calcio mercato, in attesa della ripresa dell’attività agonistica, non resta che fare un’analisi delle operazione condotte a termine. Il rientrato in casa giallorossa Pantaleo Corvino ha ereditato una situazione difficile visto che il Lecce a fine stagione 2019/2020 si è trovato con diversi giocatori che, essendo in prestito secco o condizionato alla permanenza in serie A, sono andati via dal Salento. Sotto certi aspetti, forse, è stato addirittura un bene perché nel caso si fosse ottenuta la conferma nel massimo campionato il Lecce avrebbe dovuto riscattare Babacar e Farias che, siamo d’accordo?, hanno deluso e non poco. Fior di milioni risparmiati. Corvino da vecchio lupo ha lavorato da subito, seguendo ed attuando le linee programmatiche della società, ed alla fine ha costruito una macchina che non è perfetta perché la perfezione non esiste ma ci si avvicina molto. Corini ha di sicuro messo voce (ed è giusto così) sotto i dettami tecnico tattici ma l’opera dell’amico “maresciallo” è davanti agli occhi di tutti.

Scandagliati i mercati meno battuti da altre società Corvino ha pescato in Polonia, Norvegia, Svezia, Scozia e Spagna. Non tutti i nuovi sono volti da scoprire, ed infatti Demarku, Stepinski e Henderson sono sì stranieri ma conoscono perfettamente, ormai, il calcio italiano, ma Zuta,  Bjorkengren e Listkowski chi li conosceva? Nome alquanto noto dei nuovi stranieri del Lecce è di sicuro il giovanissimo Ramirez ma questo potrebbe essere la ciliegina sulla torta non solo per questo mercato ma per il prossimo futuro se da campione d’Europa con la Primavera Spagnola il ragazzo manterrà le premesse.

Si voleva un bel mix tra gioventù ed esperienza? Eccoci serviti: allo zoccolo duro rimasto in giallorosso (Gabriel, Mancosu, Falco, Lucioni) ecco due giocatori che non hanno bisogno di presentazione; Coda e Paganini. Due sicurezze nei rispettivi ruoli.

 

 

In conclusione questo Lecce, a mio modesto avviso, ma concedetemi un poco di esperienza si presenta ai nastri di partenza con un batteria di portieri che ci inviano tutti; una difesa che di sicuro per velocità dei singoli e per disposizione in campo dei reparti cancellerà tanti brutti ricordi; un centrocampo che alla tecnica di base di Mancosu, alla sagacia tattica di Tachtsidis potrà assommare la corsa continua di Henderson, Majer. In attacco poi Corini potrà davvero creare tante di quelle soluzioni con Falco, Paganini, Coda, Stepinski, Rodriguez e Dubickas oltre a Pettinari se dovessero restare a Lecce.

Squadra perfetta quindi? No ma se non lo è poco di manca e quindi prepariamoci a godere di un campionato pieno di soddisfazioni. Ciò, ovvio, non significa che si vincerà di sicuro ma la società ha fatto di tutto perché ciò possa avvenire nel più breve tempo possibile malgrado si parli di programmazione triennale.

Ernesto Luciani

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