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TARANTO: DOMANI INCONTRO ARCELOR MITTAL – GOVERNO ITALIANO

TARANTO: DOMANI INCONTRO ARCELOR MITTAL – GOVERNO ITALIANO

Il caso ILVA, ora Arcelor Mittal, forse sta per arrivare al suo epilogo che, se dovesse essere quello prospettato dall’azienda, comporterebbe la perdita di oltre 10000 posti di lavoro di cui oltre 8000 a Taranto, gli altri negli stabilimenti di Novi Ligure e Cornigliano.

Una battaglia amministrativo/giudiziaria tra azienda e governo italiano che va avanti da diversi mesi senza trovare una soluzione che, salvaguardano l’aspetto sanitario (era ora), non comporti la chiusura della, una volta, più grande acciaieria d’Europa, un evento che comporterebbe un danno economico notevolissimo con grandi ripercussioni sull’intero sistema siderurgico italiano.  

A chi potrà essere addebitata la responsabilità  di questo “disastro” annunciato è ancora poco chiaro? I partiti di maggioranza e opposizione si ‘accusano’ a vicenda, passandosi la responsabilità. Insomma, un tutti contro tutti.

Non ha dubbi, invece, Carlo Calenda, l’ex ministro allo sviluppo economico che ha lavorato, quando era al Governo, per ottenere l’accordo con il gruppo franco-indiano. Per il fondatore di Siamo Europei ha un nome e un volto ben preciso: quello di Barbara Lezzi. Lo ha detto a chiare lettere in ogni intervista rilasciata, in tv come in radio.

«Questi sono un branco di dilettanti allo sbaraglio che non ha mai lavorato un giorno fuori dalla politica, non sa cos’è una fabbrica, non sa cosa costa farla, cosa costa mantenerla. La parola giusta è cialtroni» ha dichiarato l’eurodeputato a 24Mattino su Radio24.

«Lo scudo penale è stato rimosso perché a un certo punto il Pd, dopo aver messo lo scudo penale, ha deciso di compiacere Barbara Lezzi e 15 senatori del Movimento 5 stelle, quindi noi rischiamo di perdere la più grande acciaieria Europea, il più grande impianto del mezzogiorno, il più grande investitore da 4,2 miliardi da 40 anni a questa parte per colpa delle ambizioni politiche dell’ex Ministra per il Sud” ha dichiarato ai microfoni di Simone Spetia e Maria Latella; oltre che alla trasmissione l’Aria che tira su La7.

La Lezzi, sulla sua pagina Facebook ufficiale, ha detto la sua. « L’articolo 51 del codice penale e il decreto 231 del 2001 sulla responsabilità degli amministratori tutelano anche quelli dell’ex-Ilva. Non si accampino pretesti sulla pelle dei lavoratori e dei cittadini di Taranto» si legge in un lungo post in cui racconta la sua ricetta per il rilancio della città «soldi, investimenti, sostegno».

All’incontro di domani parteciperà il presidente del consiglio Giuseppe Conte che sul tema ha dichiarato: «È stato stipulato un contratto e domani saremo inflessibili sul rispetto degli impegni incontrando Arcelor Mittal». Giuseppe Conte ha poi aggiunto: «hanno partecipato a una gara con evidenza pubblica e in Italia si rispettano le regole».

«Ci sono impegni contrattuali da rispettare e su questo saremo inflessibili, non si può pensare di cambiare una strategia imprenditoriale adducendo a giustificazione lo scudo o il non scudo penale che tra l’altro non è previsto contrattualmente». «I nostri interlocutori sono quelli che ci sono ora e che devono rispettare gli impegni contrattuali», ha aggiunto Giuseppe Conte rispondendo a chi gli chiedeva conto di indiscrezioni su un coinvolgimento di Jindal – ex capocordata avversario di Arcelor-Mittal – da parte di Matteo Renzi. «E su questo che ci confronteremo – ha rimarcato – e pretendiamo che siano rispettati gli impegni per quanto riguarda le bonifiche ambientali che sono un tassello fondamentale della complessa strategia industriale per quella comunità e per quel polo industriale».

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