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TEATRO SOCIALE E INCLUSIVO NELLE PERIFERIE

TEATRO SOCIALE E INCLUSIVO NELLE PERIFERIE

I FUOCHI A MARGINE DI ULTIMI FUOCHI FESTIVAL A POGGIARDO

Appuntamento domani sera alle 21 in piazza Giovanni Paolo II

Teatro come strumento di coesione sociale e di crescita della comunità locale, con particolare attenzione ai giovani, in un’area periferica del Basso Salento (Comuni di Poggiardo, Spongano e Ortelle). L’idea è quella di provocare scintille tra generazioni e creare le condizioni perché gli abitanti di piccoli centri vicini possano ritrovarsi intorno ai fuochi del teatro, della musica e della lettura.

Nuovo appuntamento, domani sera, con Fuochi a Margine, progetto vincitore dell’avviso pubblico “Periferie al centro” promosso dalla Regione Puglia e coordinato dal Teatro Pubblico Pugliese con Ultimi Fuochi Teatro e Alessandra Crocco.

Sabato 25 luglio 2020, ore 21,00 – Piazza Giovanni Paolo II, Poggiardo (LE)
RUMORE DI ACQUE
di Marco Martinelli
ideazione Marco Martinelli, Ermanna Montanari
regia Marco Martinelli
in scena Alessandro Renda
musiche Guy Klucevsek
spazio, luci, costumi: Ermanna Montanari, Enrico Isola
sartoria e capi vintage: Laura Graziani Alta Moda, A.N.G.E.L.O.
direzione tecnica: Enrico Isola
tecnico del suono: Fabio Ceroni
realizzazione scene squadra tecnica Teatro delle Albe: Fabio Ceroni, Luca Fagioli, Danilo Maniscalco, Dennis Masotti
promozione: Silvia Pagliano, Francesca Venturi
coproduzione Ravenna Festival, Teatro delle Albe-Ravenna Teatro
Con il patrocinio di Amnesty International

Rumore di acque è un testo di Marco Martinelli sul dramma delle migliaia di migranti che muoiono ogni anno inghiottiti dal Mediterraneo, il monologo intenso di un generale demoniaco, solo in una fantomatica isola sperduta nel Mediterraneo, un “medium” attraversato da un popolo di voci e di volti che lo assediano, i dispersi in mare, che gridano per essere “ricordati” non solo come numeri. Dopo il debutto al Ravenna Festival nel 2010, Rumore di acque è stato presentato in numerosi teatri e festival in Italia e nel mondo, da Lampedusa alla Corsica, dalla Germania al Belgio e dalla Francia a New York e Chicago.

“Che cos’è la cultura, che cos’è il teatro, da Sofocle a Brecht, se non un cerchio ideale in cui l’umanità riflette sulla violenza e sulle contraddizioni drammatiche che la lacerano? Questo a mio avviso significa prendere sul serio le parole “cultura” e “teatro”, affrontando i nodi “capitali” della propria epoca. E tra questi la tragedia dei migranti e dei profughi: in relazione a questi “sacrifici umani”, a questa ecatombe senza fine, cosa può fare il nostro Vecchio Continente? (…) Siamo innocenti noi? Sono innocente io? Di tutte quelle tragedie che avvengono altrove, lontano dalla mia casetta, posso ritenermi non responsabile?”

(Marco Martinelli)

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