Lecceoggi.com - Attualità, cronaca e curiosità in tempo reale dalla provincia di Lecce.
HomeCulturaIN TEMPO DI PANDEMIA C’È CHI SCRIVE BELLE POESIE

IN TEMPO DI PANDEMIA C’È CHI SCRIVE BELLE POESIE

IN TEMPO DI PANDEMIA C’È CHI SCRIVE BELLE POESIE

Fernanda GAETANI ci ha fatto avere una sua poesia che volentieri pubblichiamo dopo un breve excursus sull’autrice

nata a Zollino (Lecce) il 18.12.1952 ove risiede. Diplomata Insegnante di Scuola Primaria, ha svolto l’attività di Assistente Amministrativa presso l’Istituto Comprensivo Statale di Martano (Lecce), ora in pensione.

Ha partecipato a Concorsi di Poesia in Lingua Italiana e in Lingua Grika classificandosi nella rosa dei vincitori. Le piace tradurre in poesia i suoi stati d’animo, con i momenti belli e meno belli, con le gioie e i dolori, con le lacrime e i sorrisi, fardello che ci accompagna nel nostro cammino.

Coraggio Italia!

Sgradito ospite

alquanto strano

approda straniero

sul suolo italiano.

 

A passi celeri

il nemico avanza

falcidia il popolo

con arroganza.

 

Suona l’allarme

pronti coi fardelli

per aiutare

i loro fratelli.

 

Soldati in trincea

nel campo minato

edotti del rischio

si affidano al fato.

 

Senza una tregua

a ritmi serrati

abbracciano l’Italia

coi bavagli bardati.

 

Camici bianchi

infermiere e infermieri

nelle lunghe corsie

instancabili e fieri.

 

Senza retorica

s’inneggia al lavoro

che questi eroi

svolgono in coro.

 

Si deve il plauso

ai loro successi

quando i pazienti

vengon dimessi.

 

A volte impotenti

di qualche malato

assistono tristi

al brusco commiato,

 

umidi gli occhi

uniti e scorati

vicini agli affetti

gli sguardi abbassati,

 

l’ultimo abbraccio

l’estremo saluto

i loro cari

non hanno avuto.

 

“Io resto a casa”

imperativo tonante

per l’essere ignobile

ancora errante.

 

E sulle strade

impegnati gli agenti

per controllare

gli inadempienti.

 

A sostegno dei fragili

una grande schiera

volontari fervidi

da mane a sera.

 

Bambini e studenti

sul PC con costanza

svolgono lezioni

coi docenti a distanza.

 

Da finestre e balconi

si eleva il canto

l’inno d’Italia

onore e vanto.

 

Ascolta o Signore

il nostro invocare

in questa tempesta

non ci lasciare,

 

la mesta barca

dall’alto mare

portala a riva

Tu lo puoi fare.

 

L’oscuro dramma

conserva o Storia

vivo presente

nella memoria.

 

Poi sull’Italico

spento dolore

si eterni encomio

al Tricolore.

Fernanda Gaetani

 

Condividi con:

redazione.lecceoggi@gmail.com

No Comments

Leave A Comment