HomeCronaca e Attualità“Trame di Donne”: il Salento si racconta attraverso le mani, i sapori, la danza e la memoria

“Trame di Donne”: il Salento si racconta attraverso le mani, i sapori, la danza e la memoria

“Trame di Donne”: il Salento si racconta attraverso le mani, i sapori, la danza e la memoria

Gemini ha acceso i riflettori su un progetto che profuma di memoria, vibra al ritmo della pizzica e custodisce la forza delle mani femminili. “Trame di Donne”, promosso dalla Pro Loco Gemini -Torre San Giovanni – Torre Mozza “Beach” APS con il contributo del Consiglio regionale della Puglia, nell’ambito dell’Avviso Futura – La Puglia per la Parità, terza edizione Anno 2025 si è rivelato molto più di una semplice iniziativa culturale: un autentico viaggio nel cuore del Salento, dove tradizioni e storie di vita si intrecciano e si trasmettono con passione da una generazione all’altra.

Il percorso ha preso avvio nel mese di settembre con il laboratorio “Sapori di Donne”, che nei giorni 12, 13, 24 e 25 ha trasformato la sede di via Ciro Menotti 2 in una cucina viva e pulsante. Le partecipanti, guidate da donne esperte, hanno preparato piatti tipici come pittule, pasta fresca “orecchiette e minchiareddhi”, pizzi leccesi, pucce, polpette e rustico leccese, protagonista assoluto il 24 settembre alle ore 10 e il 25 settembre alle ore 16. Ogni ricetta si è fatta racconto, ogni gesto ha evocato feste di paese e tavolate familiari, restituendo il sapore autentico delle radici.

Nel mese di ottobre il progetto ha portato con sé il battito del tamburello e l’energia della danza: ogni venerdì, nelle date del 10, 17, 24 e 31 ottobre, il laboratorio “La Pizzica e l’Energia Femminile” ha fatto vibrare i cuori. Due maestre hanno guidato le partecipanti in un percorso che ha riscoperto la pizzica come linguaggio di libertà, guarigione e sorellanza, trasformando il corpo in voce e la musica in racconto.

A novembre, dall’1 al 30, è stato il momento di “Fili di Memoria”, laboratorio dedicato al ricamo e alla tessitura, dove le mani hanno parlato più delle parole. Le partecipanti hanno imparato i punti base, realizzando abiti e pannelli decorativi con simboli salentini, mentre le donne anziane intrecciavano storie di lavoro e resilienza. Il ricamo si è fatto poesia: gesto che unisce passato e presente e rende visibile la memoria.

Infine, il 14 dicembre alle ore 18, il gran finale con “Intrecci di Vita” verrà celebrato il progetto con una festa per occhi e anima: i manufatti esposti con orgoglio, i piatti condivisi con gusto e la performance di pizzica hanno incantato il pubblico, mentre il documentario proiettato ha raccolto emozioni e volti, rendendo tangibile il valore di un percorso capace di unire, ispirare e trasformare. Le attività si sono svolte tra la sede della Pro Loco in via Ciro Menotti 2 e in Piazza Regina Elena ( ex Palazzo Baronale Vescovile) a Gemini, con il sostegno di partner fondamentali come l’Associazione Pari Opportunità, il gruppo di pizzica I Calanti e il Comune di Ugento.

L’iniziativa si è distinta per la capacità di coniugare tradizione e innovazione attraverso laboratori intergenerazionali, adattabili a diverse comunità e orientati a trasmettere saperi, valorizzando il ruolo femminile e creando spazi di dialogo.

La sostenibilità ha rappresentato il cuore dell’intero percorso:

– Sul piano sociale, ha costruito reti tra generazioni e offerto opportunità di riscatto.

– Sul piano economico, ha trasformato competenze in possibilità artigianali e imprenditoriali.

– Sul piano ambientale, ha ridotto l’impatto ecologico grazie all’uso di materiali semplici e locali.

Il progetto, inoltre, ha coinvolto i giovani fino a 25 anni, rendendoli animatori, protagonisti e creatori di contenuti audiovisivi: un ponte verso il futuro. La partecipazione di donne di età e provenienze diverse ha generato un ambiente ricco di scambi e crescita.

“Trame di Donne” si inserisce in un circuito culturale che intreccia artigianato, musica e danza, contribuendo a rafforzare l’identità e la tipicità del Salento e trasformando la tradizione in patrimonio vivo e contemporaneo. Non solo un’esperienza formativa, ma un vero atto di cura ed emancipazione, dove mani e storie femminili continuano a tessere comunità e memoria. Un progetto che non si limita a raccontare il passato, ma lo rinnova, lo rende fertile e lo consegna al futuro come eredità.

Oronzo Ricchiuto

luciani.2006@libero.it

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