Lecceoggi.com - Attualità, cronaca e curiosità in tempo reale dalla provincia di Lecce.
HomeCronaca e AttualitàUN PERICOLO IN PIÙ NEI NOSTRI MARI: PESCE SCORPIONE NELLE ACQUE ITALIANE.

UN PERICOLO IN PIÙ NEI NOSTRI MARI: PESCE SCORPIONE NELLE ACQUE ITALIANE.

UN PERICOLO IN PIÙ NEI NOSTRI MARI: PESCE SCORPIONE NELLE ACQUE ITALIANE.

pesce-scorpione-ape10

Allarme per pesce scorpione o lionfish che è considerato fra le specie marine più invasive al mondo. E, a causa del suo veleno, è molto pericolosa per l’uomo.  AL momento pare che alcuni esemplari di questo pesce sono astati avvistati nelle acqua che bagnano la Sicilia. Dopo il ritrovamento del “lionfish” in Tunisia, l’ISPRA aveva lanciato lo scorso ottobre  un allarme riguardo al possibile arrivo del pesce scorpione nel nostro paese. E oggi, grazie a una collaborazione tra ricercatori dell’ISPRA, del CNR e della American University of Beirut,  per la prima volta nelle acque italiane viene segnalato il “lionfish”. Per l’esattezza, si troverebbe all’interno della “Riserva Naturale Orientata Oasi Faunistica di Vendicari”, in Sicilia.

Le spine di questo pesce sono velenosissime, molto lunghe e sottili, in corrispondenza delle pinne dorsali, anali e pelviche. Il veleno si mantiene attivo dalle 24 alle 48 ore dopo la morte del pesce, per cui la pericolosità della specie resta elevata anche su esemplari morti da diverse ore.  Il pesce scorpione è uno dei pesci tropicali più noti, ma anche una delle specie marine più invasive al mondo.

Un’eventuale puntura può provocare un dolore forte e persistente e spesso associato a sintomi sistemici come nausea, vomito, febbre, convulsioni, difficoltà respiratoria e diarrea. Nei casi più gravi, la parte colpita può andare incontro a necrosi locale e a una perdita della sensibilità che può durare anche per molti giorni.

La prima cosa da fare dopo una puntura è rimuovere eventuali spine, disinfettare e immergere quanto prima la parte colpita in acqua molto calda. Il calore rompe la struttura proteica della tossina riducendo il dolore. La specie è commestibile e può essere cucinata in vari modi (stando molto attenti a non pungersi durante le operazioni di pulizia).

 

Condividi con:

redazione.lecceoggi@gmail.com

No Comments

Leave A Comment