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UN’ORA E 25 MINUTI DI DISCORSO PER CHIEDERE LA FIDUCIA ALLA “CAMERA”

UN’ORA E 25 MINUTI DI DISCORSO PER CHIEDERE LA FIDUCIA ALLA “CAMERA”

Sono molte le sfide che ci attendono, a partire dalla prossima sessione di bilancio, che dovrà indirizzare il Paese verso una solida prospettiva di crescita e di sviluppo sostenibile, pur in un quadro macro economico internazionale caratterizzato da profonda incertezza”.

Così apre il suo discorso alla Camera il premier Giuseppe Conte. Al capo dello Stato è stato tributato un lungo applauso. “Io e tutti i miei ministri – promette – prendiamo il solenne impegno, oggi davanti a voi, a curare le parole, ad adoperare un lessico più consono e più rispettoso delle persone, della diversità delle idee. “Come ha detto Saragat – cita Conte – fate che il volto di questa Repubblica sia un volto umano”.

“Ho sempre inteso il mio ruolo come servizio al Paese e nell’esercitare il mio servizio ho cercato di guardare sempre al bene comune senza lasciare che prevaricassero interessi di parte”. “Mosso dal primario obiettivo dell’Interesse nazionale ho sempre inteso il mio ruolo cercando di guardare sempre al bene comune senza lasciare che prevaricassero interessi di parte”. Afferma il presidente del Consiglio.

“Il programma non è una mera elencazione. E’ una sintesi programmatica che disegna l’Italia del futuro, un progetto per il Paese”, ha aggiunto. “Un patto politico e sociale”. È quello che il governo Conte II propone oggi al Parlamento.

“Il programma che mi accingo ad illustrare non è una mera elencazione di proposte eterogenee che si sovrappongono l’una con l’altra, né tanto meno è la mera sommatoria delle diverse posizioni assunte dalle forze politiche che hanno inteso sostenere questa iniziativa. E’, al contrario, una sintesi programmatica che disegna l’Italia del futuro. E’ un progetto di governo del Paese, fortemente connotato sul piano politico, che preannuncia specifiche risposte alle attese e ai bisogni dei cittadini, risposte che ci impegniamo a realizzare con il lavoro e l’impegno delle donne e degli uomini che siedono qui al mio fianco”.

“E’ un programma – ha proseguito – che ha l’ambizione di delineare la società in cui vogliamo vivere noi stessi, che abbiamo già un po’ di anni sulle spalle, ma soprattutto la società che vogliamo consegnare ai nostri figli e ai nostri nipoti, nella consapevolezza che il “patto politico e sociale” che oggi proponiamo a voi e a tutti i cittadini, si proietta necessariamente, per essere sostenibile, in una dimensione intergenerazionale”.

“Questo progetto politico segna l’inizio di una nuova, che confidiamo risolutiva, stagione riformatrice”

“Ho sempre inteso il mio ruolo come servizio al Paese – prosegue Conte – e nell’esercitare il mio servizio ho cercato di guardare sempre al bene comune senza lasciare che prevaricassero interessi di parte”.

“Un patto politico e sociale”. È quello che il governo Conte II propone oggi al Parlamento. . Illustrando le dichiarazioni programmatiche del nuovo esecutivo il presidente del Consiglio ha detto in aula a Montecitorio: “Il programma che mi accingo ad illustrare non è una mera elencazione di proposte eterogenee che si sovrappongono l’una con l’altra, né tantomeno è la mera sommatoria delle diverse posizioni assunte dalle forze politiche che hanno inteso sostenere questa iniziativa. E’, al contrario, una sintesi programmatica che disegna l’Italia del futuro. E’ un progetto di governo del Paese, fortemente connotato sul piano politico, che preannuncia specifiche risposte alle attese e ai bisogni dei cittadini, risposte che ci impegniamo a realizzare con il lavoro e l’impegno delle donne e degli uomini che siedono qui al mio fianco”.

“E’ un programma – ha proseguito – che ha l’ambizione di delineare la società in cui vogliamo vivere noi stessi, che abbiamo già un po’ di anni sulle spalle, ma soprattutto la società che vogliamo consegnare ai nostri figli e ai nostri nipoti, nella consapevolezza che il “patto politico e sociale” che oggi proponiamo a voi e a tutti i cittadini, si proietta necessariamente, per essere sostenibile, in una dimensione intergenerazionale”.

Il premier, evocando Roosevelt, annuncia poi l’avvio di un “green new deal per la rigenerazione urbana”, un’azione articolata per lo sviluppo sostenibile che parta dalla salvaguardia dell’ambiente. Per esempio con lo stop a nuove concessioni per trivellazioni legate all’estrazione di idrocarburi, con conseguente riconversione energetica verso le fonti rinnovabili. Tra gli altri obiettivi verdi, la “protezione della biodiversità e dei mari”, il contrasto ai cambiamenti climatici e l’avvio di una politica di economia circolare che favorisca la cultura del riciclo e dismetta definitivamente la cultura del rifiuto.

“Nella prospettiva di una graduale rimodulazione delle aliquote a sostegno dei redditi medi e bassi, in linea con il fondamentale principio costituzionale della progressività della tassazione, il nostro obiettivo prioritario è ridurre le tasse sul lavoro – il cosiddetto “cuneo fiscale” – a totale vantaggio dei lavoratori, e individuare una retribuzione giusta – il cosiddetto “salario minimo”.

“Bisogna garantire le tutele massime a beneficio dei lavoratori, anche attraverso il meccanismo dell’efficacia erga omnes dei contratti collettivi sottoscritti dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative”.  “Ci prefiggiamo di introdurre una legge sulla parità di genere nelle retribuzioni: è una battaglia che vogliamo portare a termine al più presto in omaggio a tutte le donne”.

“L’epocale fenomeno migratorio, va gestito con rigore e responsabilità, perseguendo una politica modulata su più livelli, basata su un approccio non più emergenziale, bensì strutturale, che affronti la questione nel suo complesso, anche attraverso la definizione di un’organica normativa che persegua la lotta al traffico illegale di persone, ma che si dimostri capace di affrontare più efficacemente i temi dell’integrazione, per coloro che hanno diritto a rimanere e dei rimpatri, per coloro che non lo hanno”.

E annuncia “rivedremo la disciplina in materia di sicurezza alla luce delle osservazioni critiche formulate dal Presidente della Repubblica, il che significa recuperare, nella sostanza, la formulazione originaria del più recente decreto legge, prima che intervenissero le integrazioni che, in sede di conversione, ne hanno compromesso l’equilibrio complessivo”.

Il premier Giuseppe Conte invita i componenti del governo alla “sobrietà che, mi auguro, possa essere contagiosa e orientare positivamente i comportamenti dei cittadini, a iniziare dall’uso responsabile dei social-network, che non di rado diventano ricettacoli di espressioni ingiuriose e di aggressioni verbali”.

“Non posso non stigmatizzare, ancora una volta, gli ignobili attacchi indirizzati, nei giorni scorsi, a due mie ministre, la senatrice Teresa Bellanova e l’onorevole Paola De Micheli, alle quali rinnovo la mia partecipe vicinanza. Questo è il momento del coraggio e della determinazione”.

L’intervento in aula alla Camera di Giuseppe Conte per chiedere la fiducia è durato un’ora e 25 minuti. Il discorso è stato più volte interrotto da applausi della maggioranza e contestazioni dell’opposizione. Un coro con il grido ‘Poltrona, poltrona’ è partito dai banchi della Lega verso la fine del discorso del premier Giuseppe Conte. Qualcuno ha invocato anche “elezioni”.

(Fonte: AGENPRESS.IT)

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