Uomini Illustri del Salento – Adolfo Colosso
Adolfo Colosso, barone di Ugento nato 11 agosto 1854 deceduto il 14 novembre 1915
La recentissima scomparsa in Ugento del barone Adolfo Colosso, figura di primo piano nella storia imprenditoriale, culturale e associativa non solo del suo paese natale ma di tutto il Salento ci induce a riporta agli onori della cronaca Suo nonno, di cui portava il nome, altrettanto importante per il Salento.
Sarà una questione di sangue e di geni ma i due Adolfo Colosso sono davvero figure troppo grandi per non essere accomunate.
Il primo Adolfo Colosso era nato ad Ugento 11 agosto del 1854. Dopo aver completato la prima fase di studi a Lecce si spostò a Portici presso la Scuola di Agricoltura, portati a temine gli studi aumentando il proprio bagaglio di cultura grazie ai tanti libri letti ed assimilati nel proprio io.
Laureatosi nel 1980, Adolfo Colosso, tornato ad Ugento, di dedicò all’amministrazione dell’azienda familiare con l’idea di attuare un suo programma di opere da condurre a compimento, ma dovette constatare, purtroppo, che parte della sua stessa famiglia nutriva una certa diffidenza nei confronti delle tecniche e delle proposte che avanzava.
Lottò con convinzione ed alla fine, acquistata piena libertà di azione, riuscì a modificare la rotazione agraria, facendovi entrare in più larga misura le piante foraggere, alcune delle quali, come l’erba medica, la barbabietola e le rape da foraggio, erano quasi sconosciute nel paese.
Non basta perché a queste innovazioni, andando oltre, sospinto dal proposito di modernizzare l’agricoltura locale. Fu il primo ad adoperare in provincia gli strumenti agrari perfezionati, come aratri, erpici, falciatrici, mietitrici, pressafieno, trebbiatrici e tanti altri che reputò adatti ai terreni cui dovevano servire.
Appassionato allevatore ed intelligente zootecnico, capì la necessità di accrescere il bestiame e di migliorarlo, sia con la riproduzione e la selezione, sia con la introduzione di nuove razze. E non fu certo per caso se le Commissioni governative erano solite recarsi tutti gli anni in Ugento per i puledri occorrenti al rifornimento dell’Esercito.
Le sue intuizioni ebbero successo e Colosso riuscì ad ottenere eccellenti tipi di vino, come lo Zagarese, l’Ozantino, il Moscato, premiati in tutte le esposizioni dove vennero esposti.
Nel 1896, costruì un grande enopolio, dove lavorare razionalmente tutto il prodotto dei suoi vigneti. Opificio che poi allargò e completò il fabbricato dell’enopolio, per collocarvi l’oleificio, costruito colla stessa razionalità di criteri, e diede maggiore ampiezza al mulino a cilindri che aveva ereditato dal padre.
Sempre nel 1896 fece effettuare i lavori di bonifica di vari terreni paludosi lungo il litorale ionico
Promosse ad Ugento l’istituzione del Consorzio antifilosserico in difesa della viticultura nel 1901, divenendone Presidente
Adolfo Colosso ha avuto anche una vita pubblica impegnandosi in politica nella qualità di Consigliere Provinciale e Sindaco della Città di Ugento.
Fin dal 1889 Adolfo Colosso rappresentava il Mandamento di Ugento in Consiglio Provinciale ed i suoi elettori gli confermarono ininterrottamente la loro fiducia. Fu Segretario del Consiglio, Deputato Provinciale e nel 1912 Vice-Presidente del Consiglio Provinciale.
Come sindaco di Ugento riesaminò e portò a compimento i più importanti problemi che l’Amministrazione precedente si era prefissa di risolvere: quali la sistemazione stradale interna del paese, le vie vicinali, la costruzione del mercato coperto e di una torretta per l’orologio pubblico, spesa che, come è risaputo, volle addossare a sé per atto di generosità e per amore per il suo paese natìo.
Fu, è giustoe doveroso dirlo, un Amministratore fattivo e concreto
Nel pomeriggio del 14 novembre del 1915, Adolfo Colosso mentre era nella propria azienda si piegò su se stesso. Fu portato a casa ma alle ore 17.30 chiuse gli occhi per non riaprirli più. Adolfo Colosso aveva vissuto solo sessantuno anni.
Il nipote scomparso solo qualche giorno addietro è stato degno erede di quel nonno che nell’intero Salento tutti ricordano ancora per storia tramandata come uomo onesto ed appassionato della sua terra.