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VERSO CHIEVO VERONA vs LECCE – La Parola ai tecnici

VERSO CHIEVO VERONA vs LECCE – La Parola ai tecnici

Se Brescia rappresentava il passato recente, Chievo Verona è la storia di una vita per Eugenio Corini, ora allenatore del Lecce. Quella di domani per lui non sarà affatto una gara come tutte le altre, il calendario peraltro si è divertito a proporre questi due match in trasferta e quindi i legami sono avvertiti anche più intensamente. Il suo Lecce, infatti, affronterà sul suo campo il “suo” Chievo Verona. Inoltre la sfida, già a questo punto di calendario, ha il sapore di Serie A, certo è un big match, per il tecnico lombardo poi, il viaggio a Verona avrà un gusto tutto particolare. Indimenticato come giocatore, amatissimo come tecnico, Corini ha lasciato un marchio forse indelebile nella bella storia del club clivese.

Una storia che per lui in gialloblu è iniziata nel ’98 quando, da giocatore dell’Hellas, passa alla squadra del quartiere Chievo e nel giro di un anno, con Del neri in panchina, conquista la prima, favolosa, promozione in A della squadra della Diga.

Corini, in quella Serie A, si ritaglia un ruolo di assoluto protagonista nel cuore del campo veronese: Eugenio ‘Genio’ Corini è il direttore di un’orchestra che incanta e che approda addirittura in Coppa Uefa al primo anno nell’olimpo del calcio italiano. Andrà via da Verona nel 2003, dopo 134 partite giocate e 27 reti realizzate, record nella sua carriera da regista con una sola maglia.

Ma il suo era solo un ‘arrivederci’. Corini torna nel Chievo un paio di lustri più tardi, nel 2012, ma stavolta da allenatore. E, memore delle imprese sul campo, si ripete anche in panchina. Due stagioni, due salvezze consecutive che avranno del clamoroso. Poi, proprio come successe quando indossava ancora i tacchetti, saluterà Verona per accasarsi al Palermo, nel 2016.

“La mia storia personale parla chiaro – ricorda Corini. Il Chievo mi ha aiutato ad essere un giocatore importante con mister Delneri che fece tornare la mia carriera a certi livelli dopo una serie di infortuni. E poi lì ho avuto la possibilità di allenare in Serie A, ottenendo risultati importanti. Lo stesso dicasi per il mio vice Lanna che ne è stato anche capitano vivendo 10 anni importantissimi”.

Ora però i suoi pensiero hanno tinte solo giallorosse. Corini anche sulla panchina del Lecce conferma tutto il suo enorme potenziale: reduce da tre vittorie consecutive – condite con tanto di goleade – il mister non vuole fermarsi e Chievo rappresenta un vero e proprio esame di maturità. Fare risultato anche al “Bentegodi” rappresenterebbe un vero e proprio trampolino di lancio per Mancosu&Co., con la prospettiva di regalarsi – almeno per una notte – la cima solitaria della classifica.

“Siamo consapevoli in cresciuta, ma è solo l’inizio di un percorso lungo e tortuoso come è il campionato di Serie B. Siamo felici dei nostri progressi ma siamo anche convinti nel voler dare continuità: vogliamo prolungare questo periodo positivo il più possibile.

Ora ci attendo un tour-de-force che si concluderà a inizio gennaio quando avremo giocato quasi metà campionato. Saremo chiamati a disputare tantissime gare in poco tempo, dunque servirà l’aiuto di tutta la rosa. Lo dico sempre, dobbiamo trovare la nostra forza nella collettività: voglio vedere partecipazione da parte di tutti”.

Capitolo scelte. Non fanno parte dei convocati 7 elementi, tra i quali Dermaku. Ma ci sono anche note liete: “Gabriel e Meccariello hanno completato oggi la rifinitura – dice – e sono convocati e pienamente a disposizione per la partita di domani. Si sono messi alle spalle gli acciacchi settimanali.

Il Chievo? Giocano molto bene a calcio, prendono pochi gol ed hanno approcciato benissimo al campionato. Hanno una gara in meno e sono potenzialmente primi. Il loro è un 4-4-2 molto evoluto, compatto e dinamico”.

Chiosa finale per il mister dedicata a Diego Maradona, la leggenda del calcio scomparsa nelle ultime ore. “Per tutti gli amanti del calcio è stato qualcosa di speciale, unico ed irripetibile, figlio di un calcio diverso, del popolo. Ricordo che in uno Juventus-Napoli lo marcai a fine gara per chiedergli la maglia, ma con dispiacere mi rispose che l’aveva già promessa. E’ stata fonte d’ispirazione per tantissimi”, conclude Corini.

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