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“IL VIAGGIO DI ZAHER” PERCORSO INTERCULTURALE DI CITTADINANZA E SOLIDARIETÀ

“IL VIAGGIO DI ZAHER” PERCORSO INTERCULTURALE DI CITTADINANZA E SOLIDARIETÀ

giovedì 16 settembre presentazione del libro con la co-autrice Francesca Grisot

Giovedì 16 settembre alle 16.30, presso “Le sorgenti” di Lecce, sulla strada provinciale Lecce-Novoli, 23/25, è in programma la presentazione del libro “Il viaggio di Zaher. Percorso interculturale di cittadinanza e solidarietà” (ed. La Meridiana), scritto da Giuseppina Fioretti, Francesca Grisot e Gianna Viale, con le illustrazioni di Letizia Camiletti.

Proprio una delle autrici, Francesca Grisot, mediatore linguistico-culturale di lingua farsi, dari e di cultura islamica, docente di Pedagogia interculturale all’Università IUSVE di Venezia, dialoga con Carlo Alberto Augeri di Unisalento, Cleidiane Pinheiro de Freitas di UniPop Interazione e Stefania Gualtieri della Fondazione Emmanuel (con interventi programmati di istituzioni e organizzazione pubbliche e private) sulla storia vera del minore afghano sbarcato a Venezia nel dicembre 2008 e deceduto sotto il camion con cui tentava di raggiungere un luogo sicuro in cui chiedere asilo.

Una vicenda tragica, quella di Zaher Rezai, narrata nel volume in un intreccio di tre diverse forme, ossia prosa, poesia e cronaca, e attraverso la quale si prova a sensibilizzare all’interculturalità e, in particolare, alla realtà dei minori stranieri non accompagnati. Perché dare a ognuno una strada legale di salvezza è un atto dovuto. Sottrarre dal rischio e dai pericoli di viaggi clandestini è un atto di civiltà prima ancora che di umanità.

C’è un lavoro urgente che segnerà il passo dell’accoglienza, disegnando un futuro migliore per tutti: conoscere le storie, la cultura, la lingua, le tradizioni. Imparare a conoscere per creare ponti e cambiare insieme, accogliendo tutte le diversità che dicono e testimoniano una ricchezza culturale che può smussare ogni violenza.

Nell’occasione si presenta anche “Afghanistan 2030 – Next  Leaders”, grande Progetto di Accoglienza Diffusa di cui Fondazione Emmanuel è partner. Perché “È un bel paese l’Afghanistan. Ricco di etnie, tradizioni, culture, lingue, dialetti. Il cibo è buono, ma da secoli gli uomini sono in guerra”.

 

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