HomeAlmanaccoALMANACCO DEL GIORNO Almanacco di Lunedì 08 Aprile 2019

ALMANACCO DEL GIORNO Almanacco di Lunedì 08 Aprile 2019

ALMANACCO DEL GIORNO Almanacco di Lunedì 08 Aprile 2019

Almanacco di  Lunedì 08 Aprile 2019

Quindicesima settimana dell’anno

Giorni dall’inizio dell’anno: 98 * Giorni rimanenti alla fine dell’anno 267

A Roma il sole sorge alle 05.41 e tramonta alle 18.42 (ora solare)

A Lecce il sole sorge alle 05.31 e tramonta alle 18.24 (ora solare)

OGGI SI FESTEGGIA: Sant’Alberto Dionigi

ACCADDE OGGI: 1820 – Scoperta la Venere di Milo:

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La Venere Milo non è soltanto una delle più celebri sculture della civiltà greca. Per molti incarna l’ideale classico dell’eleganza e della sensualità femminile e come tale è stato celebrato nel cinema.

La storia del suo ritrovamento s’inserisce in quella fase di restaurazione del potere monarchico in Francia, dopo la caduta del regime napoleonico. Il nuovo sovrano Luigi XVIII (fratello minore di Luigi XVI sacrificato sulla ghigliottina dalla Rivoluzione del 1789) era desideroso di ricostruire l’immagine di grandezza del regno, anche attraverso l’acquisizione di preziose opere d’arte del passato.

La missione che nel 1820 portò la nave Chevrette a sbarcare sull’isola di Milo (Milos, in greco), nell’arcipelago delle Cicladi, era legata ad un’attività di ricognizione idrografica del Mar Egeo. Qui, nella zona del capoluogo Plaka, l’ufficiale francese Olivier Voutier s’imbattè in un contadino di nome Yorgos Kentrotas, intento a scavare pietre da utilizzare per la sua abitazione. L’area in questione si trovava a ridosso di un antico teatro greco e ciò fece supporre a Voutier che lì sotto potessero trovarsi resti antichi.

Così chiese all’uomo di avvertirlo nel caso fosse emerso qualche pezzo significativo. L’8 aprile la pala di Kentrotas toccò qualcosa di grandi dimensioni e quando l’ufficiale francese se la trovò davanti non credette ai suoi occhi: dal terreno affiorava un busto di donna, privo di entrambe le braccia. L’uomo fu esortato a scavare ancora e lì vicino venne disotterrata l’altra metà della statua, con le gambe coperte da un drappeggio e un basamento.

La notizia venne accolta con entusiasmo dall’ammiraglio ed esploratore Jules Dumont d’Urville, fine umanista, che si disse disponibile ad acquistarla ma si vide sbarrata la strada dal rifiuto del comandante della Chevrette a trasportare la statua, giacché secondo lui rischiava di danneggiarsi per il burrascoso viaggio in mare. Nel frattempo, il contadino greco, che aveva fiutato l’affare, cercò di stringere i tempi e vendere il suo “tesoro” al dragomanno del sultanato di Costantinopoli.

Uno smacco che D’Urville non poteva tollerare; per cui prese carta e penna e scrisse un rapporto sul ritrovamento indirizzato all’ambasciatore di Francia a Costantinopoli. Costui diede l’assenso per acquistare la scultura a qualsiasi prezzo, per la gioia di Kentrotas che accettò la vantaggiosa offerta dei francesi. Per gli stessi, e per D’Urville in particolare, l’acquisizione assumeva un significato speciale, considerando che cinque anni prima la Francia era stata costretta a restituire all’Italia la splendida Venere Medici, trafugata da Napoleone.

Accolto con tutti gli onori alla corte di re Luigi XVIII, il prezioso reperto fu donato dallo stesso sovrano al Museo del Louvre (dov’è tuttora custodito), che lo catalogò come Venere di Milo, dal nome dell’isola dov’era stata rinvenuta. Per la posa ricorda le statue di Prassitele ma l’iscrizione ritrovata sotto il basamento (oggi andato perduto) l’attribuisce allo scultore dell’età ellenista (323 a.C. – 31 a.C.) Alessandro di Antiochia.

Lo stile classico ma rinnovato nelle forme ha messo in crisi gli studiosi, che non sono concordi nell’attribuzione dell’opera. Il soggetto rappresentato è dato per certo che sia Venere, guardando alla precedente Venere di Capua (una copia è esposta al Museo archeologico di Napoli) che presenta la stessa posa delle gambe. Secondo una tesi ritenuta attendibile, è probabile che la statua reggesse nella mano una mela, richiamando il famoso episodio dell’Iliade in cui Paride dona il “pomo d’oro” ad Afrodite (divenuta Venere nella mitologia latina). Il nome stesso dell’isola greca (melos, “mela”) sembra confermarla.

EVENTO SPORTIVO: 2012 – Parte il Motomondiale 2012:

Si disputa a Doha, sul circuito di Losail, il Gran Premio del Qatar che inaugura la stagione 2012. Debutto ufficiale per la classe Moto3, che sostituisce la classe 125. Nella MotoGP taglia per primo il traguardo Jorge Lorenzo, nella Moto2 Marc Márquez e nella Moto3 Maverick Viñales.

A novembre 2012, dopo le 18 gare, Jorge Lorenzo e Honda si aggiudicano rispettivamente il titolo piloti e quello costruttori della MotoGP. Nella Moto2 Marc Márquez vince il campionato piloti e Suter quello costruttori; nella Moto3, all’esordio nel motomondiale, Sandro Cortese è il primo tra i piloti, mentre tra i costruttori prevale la KTM.

NACQUERO OGGI:

1935 – Kofi Annan – Nobel per la Pace 2001

1955 – Agostino Di Bartolomei – ex calciatore

1962 – Alberto Angela – paleontologo e alla paleoantropologo

1964 – Massimo Mariotti – ex giocatore e poi allenatore di hockey su pista    

LA FRASE CELEBRE

Da lungo tempo ho capito che il buon Dio non ha bisogno di nessuno (ancor meno di me che di altri) per far del bene sulla terra. (Santa Teresa di Gesù Bambino)

IL PROVERBIO:

Aprile, apriletto, un dì freddo un dì caldetto.

IL SEGNO ZODIACALE: ARIETE – Dal 21/03 al 20/04

Personalità:

Intrepido e fiero, la sua è una personalità attiva e dinamica. Spinge sempre a fondo l’acceleratore sia che si tratti della sua auto, di un progetto, della realizzazione di un’impresa o di qualsiasi altra cosa, l’importante per lui è arrivare primo. La sua natura irrequieta è portata ad ogni genere di attività, anche se talvolta dovrebbe evitare tutte quelle imprese eccessivamente rischiose o azzardate.

Amore:

Un incontro, un gesto talvolta perfino uno sguardo sono sufficienti a fargli andare il cuore in gola e allora proietterà nei sentimenti la parte migliore di sé. I suoi amori sono una serie di colpi di fulmine, di rotture e di riconciliazioni. I suoi sentimenti esplodono all’improvviso e incendiano tutto quello che incontrano. Seduce con passione e, se qualcuno gli oppone resistenza, è capace di qualsiasi prodezza per conquistarlo.

Lavoro:

Ad uno come lui a cui piace comandare, un lavoro da subalterno va decisamente stretto. L’Ariete è un capo e, come tale, è nato per dirigere, che sia poi un’azienda o un reggimento non fa grande differenza, l’importante è dare ordini, ed i suoi devono essere rispettati, altrimenti va su tutte le furie. Se non sarà capitano d’industria o generale d’armata, comunque, potrà scegliere di fare il libero professionista o qualsiasi altro lavoro in cui siano necessarie prontezza di spirito e intraprendenza. È inutile che tenti la strada dell’impiego fisso, le occupazioni noiose e programmate non fanno per lui, la sua abilità gli permette invece d’inventarsi i lavori dal nulla, perché è originale, ha grinta e coraggio da vendere.

Salute:

Le parti del corpo collegate al suo segno sono: l’area della masticazione (specie l’arco dentario superiore), il sistema visivo, olfattivo, uditivo, l’area cervicale e facciale. Le sue patologie riguardano pertanto queste zone, e non è raro, ad esempio, sentirlo lamentarsi di emicranie, nevralgie o sinusiti. I suoi frequenti mal di testa sono in gran parte dovuti ad un’eccessiva tensione nervosa, legata alla sua aggressività e al suo mirare continuamente verso nuovi obiettivi.

redazione.lecceoggi@gmail.com

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