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ALL’ORIZZONTE IL MONZA E BARONI STUDIA COME BATTERLO

ALL’ORIZZONTE IL MONZA E BARONI STUDIA COME BATTERLO

Un giorno di meritato riposo e poi di nuovo al lavoro con il Monza all’orizzonte e quindi altro impegno di grande importanza per il Lecce di Baroni che dopo tre vittorie consecutive vuole continuare su questa strada e puntare a migliorare ancor di più la classifica.

Ieri, alla ripresa del lavoro, appunto, solo Tuia ha svolto lavoro differenziato a causa dell’affaticamento muscolare conseguenza del trauma contusivo patito contro l’Alessandria che lo ha costretto al forfait sabato scorso, non è da escludere di un subito immediato ritorno nel gruppo. Un sospiro di sollievo per Baroni la notizia che le condizioni di Di Mariano, uscito anzitempo dal campo a Cittadella per un risentimento inguinale, non destano preoccupazioni tant’è che il calciatore si è regolarmente allenato con i compagni sin da ieri.

Venerdì, la partita col Monza è, infatti, l’anticipo della VII^ giornata di calendario, si giocherà un match molto importante e difficile per cui il tecnico leccese vuole tutti disponibili e in ottime condizioni.

Lui, da parte sua, si dedicherà allo studio degli avversari, per poi illustrarli ai suoi, e così di conseguenza scegliere il modulo di gioco e gli uomini giusti per vincere anche contro i brianzoli.

Sarà di nuovo 4.3.3 oppure sceglierà la variante messa in atto contro il Cittadella (4-2-3-1)? Staremo a vedere certo bisogna riconoscere che Baroni ha saputo cucire al suo Lecce più di un abito col quale presentarsi agli impegni agonistici e non è detto che indossi lo stesso dal primo all’ultimo minuto della gara, anzi.

Il Lecce di questa stagione ha assunto come proprio il modulo 4-3-3 ad inizio dei lavori ma nel corso degli allenamenti ha imparato ad impiegare altri moduli (anche il 4-4-2) ha memorizzato tutto ed ora, come dimostra la partita di sabato scorso, li attua indistintamente a seconda delle necessità, ovvero delle qualità dell’avversario di turno. A Cittadella con Coda unico terminale offensivo si è ammirato un Lecce tatticamente votato sin dall’inizio al 4-2-3-1. Così Baroni ha confuse le idee all’avversario perché con due frangiflutti come Hjulmand e Bjorkengren capaci poi di aprire subito il gioco ha creato una diga che ha consentito al trio Olivieri, Gargiulo e Di Mariano di muoversi con minor consumo di energie a supporto della fase di non possesso come in quella di possesso palla. Ed il Lecce è diventato letale. Di rilievo in questo modulo l’innesto di Rodriguez in particolare se lo spagnolo giocherà di più di concerto con i compagni che alla ricerca di azioni individuali.

Ovviamente, credo che Baroni abbia in animo di confezionare altri abiti di lusso per il suo Lecce perché non si può dimenticare che ha nella sua faretra altre frecce come Listkowsky ed Helgason ancora non utilizzati a tempo pieno. Il campionato è lungo e ci sarà tempo anche per loro per la gioia di tutti noi che tifiamo Lecce.

Ernesto Luciani

 

 

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