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IL BASEBALL SUL GRANDE SCHERMO

IL BASEBALL SUL GRANDE SCHERMO

CARICATURA MICHELE DODDE

le precedenti puntate sono state pubblicate il primo, 9, 16, 23, 30  giugno – 7, 14 e 21 luglio

Riprendiamo da dove avevamo lasciato

Il periodo 1941 – 1950, che vede apparire nei film attori che diventeranno delle icone nel mondo della celluloide, annovera 15 film di cui quattro sono rimasti nella storia e nell’immaginario comune:“The Pride of the Yankees”(1942), tradotto in italiano come “l’Idolo delle Folle”, è la sincera ed amata testimonianza che il cinema, sotto la regia di Sam Wood, tributa all’indimenticabile Iron Man, quel LouGahring che per 2130 gare consecutive, a partire dal 2 giugno 1925 quando inaspettatamente sostituì in prima base Wally Pipp, riuscì a conquistare il cuore dei tifosi e la stima degli avversari. E’ nota la sua storia sintetizzata al meglio in 128 minuti scenografati da JoSwerling e Herman Mankiewiczcon un finale che non può non commuovere e ancor di più in quanto vero: “….ma oggi mi considero l’uomo più fortunato sulla faccia della terra” concluse il 4 luglio 1939 dinnanzi agli spettatori presenti allo Yankees Stadium. E ne fu toccata l’intera nazione americana. Nel realizzare questo film ad appena un anno dalla sua morte il regista Sam Wood volle Gary Cooper a dare intensità emotiva al personaggio ed in effetti l’attore, versatile nei suoi personaggi, lasciati i vestiti de Il Virginiano (1929), del combattente in Addio alle Armi (1932) e la divisa de i Lancieri del Bengala (1935) indossa con la dovuta forma quella degli Yankees ma non l’idoneità alla postura di giocatore in diamante. Così solo primi piani per Cooper nel dare peso e continuità alla storia mentre il baseball come soggetto viene giocato dai veri compagni di squadra di Lou, ovveroBabe Ruth,Bob Meusel,Mark Koening,Bill Stern tutti a personificare se stessi. Il film, nonostante l’incredulità del produttore Samuel Goldwyn in piena convinzione che il baseball andava visto allo stadio, ebbe un successo strepitoso tanto da essere stato votato in seguito, oltre alle 11 Academy Award Nomination, al 38° posto sui nobili 100 film da salvare. Su questa scia emotiva tesa a presentare veri eroi della strada ma con il profondo spirito americano Sam Wood dirige nel 1949 “The StrattonStory”, in Italia apparso con il titolo “Il Ritorno del Campione”, con James Stewart e JuneAllison. Storia vera ed autobiografica del lanciatore dei Chicago WhiteSoxMontyStratton caduto in forte depressione per aver perso una gamba in un incidente di caccia. Le sollecitazioni della moglie e l’acquisita forza di volontà nella rieducazione post operatoria fanno si che Stratton possa ritornare a giocare. Anche in questo film  il regista Sam Wood, ormai veterano nel saper cogliere gli aspetti più spettacolari del gioco, si avvale della presenza dei giocatori Gene Beardon, Jimmy Dykes, MervynShea e Bill Dickey ad impersonare se stessi. Il film fu premiato con l’Oscar al miglior soggetto.

Michele Dodde

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