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BREXIT – QUALI GLI EFFETTI A PIOGGIA SUL MERCATO FINANZIARIO?

BREXIT – QUALI GLI EFFETTI A PIOGGIA SUL MERCATO FINANZIARIO?

 

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La vittoria a sorpresa degli euroscettici inglesi ha decretato l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea. La calma è la prima arma di difesa in attesa delle manovre a sostegno dell’economia delle banche centrali mondiali. Brexit è un salto nel buio e, come ha detto alla vigilia il governatore della Banca Centrale Europea, Mario Draghi, è un “mare inesplorato su cui navigare” che porterà a una prolungata incertezza politica ed economica con una sterlina più debole, una spinta sull’inflazione e un contraccolpo sulle azioni che pagheranno il conto più salato rispetto a obbligazioni e valute. È lo scenario che si presenta dopo il voto britannico del 23 giugno con cui la Gran Bretagna ha deciso di divorziare dall’Unione Europea con il 52% dei consensi ai Leave contro il 48% dei Remain. “È stata una sorpresa la decisione degli inglesi di uscire dall’area euro” ha commentato a caldo un responsabile del settore investimenti di un istituto di credito.

“I mercati erano posizionati sul Remain e questo risultato ha causato non solo un forte deprezzamento della sterlina, ma anche un calo molto brusco dei mercati azionari che si sono riposizionati vicino ai minimi che avevamo visto tra la fine di gennaio e la prima settimana di febbraio”. La Gran Bretagna, dunque, è fuori dall’Unione Europea e la domanda che tutti si pongono è: cosa succede adesso? Innanzitutto il distacco non sarà immediato: il Presidente del Consiglio britannico dovrà notificare la scelta al Consiglio Europeo, composto da Capi di Stato e di governi dell’UE e, solo da quel momento, inizierà l’iter di recesso, che potrebbe durare anche diversi anni, di certo non meno di un paio. E ciò significa che l’incertezza sui mercati potrebbe durare a lungo. “Il nostro suggerimento, soprattutto quando si hanno dei mercati presi dal panico come sta accadendo dopo il risultato del referendum, è quello di mantenere la calma, anche se mi rendo conto che è difficile in situazioni di questo genere. Ci aspettiamo un intervento importante da parte della Banca Centrale Europea e da parte di tutte le principali banche centrali mondiali” ha sottolineato il responsabile consultato. “La funzione di tranquillizzare i mercati è ora in mano alle banche centrali, che da mesi hanno pronte nel cassetto manovre a sostegno dell’economia in caso di Brexit. La Banca Centrale d’Inghilterra ha già dichiarato che lo farà e anche la FED potrebbe muoversi in fretta”. Il nodo è proprio questo nell’immediato: capire che cosa le banche centrali possono fare per cercare di stabilizzare la situazione. “La Banca Centrale Europea può fare molte cose: tenete presente che oramai tutta la curva del Bund tedesco è in rendimento negativo con il titolo decennale che è arrivato a 20-25 basis points sotto lo zero e, cosa ancora più significativa, la scadenza a sette anni è negativa di 40 basis point, una soglia oltre la quale nemmeno la BCE può fare acquisti” ha detto ancora il consulente interpellato. “Quello che ci aspettiamo è che la BCE si muova per acquistare titoli di Stato periferici e crediamo possa aumentare la quota di acquisti di obbligazioni corporate e non escludiamo la possibilità che possa intervenire sulle obbligazioni bancarie per cercare di stabilizzare i mercati”. La BCE ha confermato questa linea con una nota ufficiale in cui afferma di essere pronta ad iniettare liquidità in euro e in altre valute per far fronte ai contraccolpi della Brexit, in stretto coordinamento con le altre banche centrali. Per tutto quanto riportato innanzi, in attesa delle decisioni del board guidato da Mario Draghi che potrebbero arrivare a brevissimo, è necessario mantenere la calma. Come in tutti i casi di forte instabilità, è fondamentale la diversificazione globale dei portafogli e la coerenza degli investimenti con le esigenze dei propri investimenti in termini di profilo di rischio e orizzonte temporale.

 

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