HomePoliticaDittatura in salsa novolese: Opposizione censurata, minoranza imbavagliata e pressioni sui relatori

Dittatura in salsa novolese: Opposizione censurata, minoranza imbavagliata e pressioni sui relatori

Dittatura in salsa novolese: Opposizione censurata, minoranza imbavagliata e pressioni sui relatori

A Novoli la libertà d’informazione è solo un optional? Il gruppo consiliare di minoranza “Novoli Rinasce” attacca, dopo il Consiglio Comunale svoltosi il 22 aprile: “Come si chiama un sistema dove chi governa impedisce alle minoranze di parlare?”

Che cosa sta succedendo a Novoli? Se lo chiedono in molti, soprattutto dopo l’ultimo Consiglio Comunale, svoltosi nel palazzo comunale di piazza Aldo Moro martedì 22 aprile, in cui il Gruppo Consiliare “Novoli Rinasce” punta il dito contro gli amministratori per una gestione quantomeno opaca della libertà di informazione e non solo.

Così, dopo una campagna elettorale opaca dove, all’insegna (spenta) dell’articolo 48, il sindaco sfugge al confronto, ora anche i vetri del Palazzo diventano opachi e perfino nell’aula consiliare si impedisce il confronto. Al centro della polemica c’è la Delibera ANAC, in merito alla questione della nomina a Presidente della Fondazione Fòcara di Novoli. Al capogruppo Oscar Marzo Vetrugno è stato impedito di potersi confrontare sulla questione durante il Consiglio Comunale, per poterla chiarire anche ai cittadini che chiedono di saperne di più, soprattutto alla luce delle dichiarazioni strumentali e mendaci a mezzo stampa da parte del Sindaco Marco De Luca a nome dell’intera maggioranza.

Insomma, benvenuti a “Novoli Nord Corea”!

“A Novoli – commenta l’opposizione consiliare – l’ennesimo grave tentativo di azzittire le voci che danno fastidio alla maggioranza. Reputiamo la cosa gravissima: un atto inaccettabile, che mina i principi fondamentali della democrazia, negando la possibilità di confronto. Ogni consigliere, indipendentemente dalla posizione che ricopre, ha il diritto di esprimersi, di partecipare, di contribuire senza subire pressioni o censure. Cercare di silenziare le voci scomode significa tradire il rispetto per il pluralismo e il confronto civile.

Chi ha paura del dialogo dimostra solo la fragilità delle proprie idee, ma, ancor più grave, delle proprie azioni!”.

Una vicenda, quella verificata durante l’assise pubblica, definita “triste, triste e ancora triste. E tanto imbarazzante. Specialmente alla luce del fatto che il Capogruppo di maggioranza, pur prendendo le distanze dal grave episodio, non riesce a prendere una posizione chiara e decisa per la salvaguardia delle prassi democratiche attraverso l’apertura al confronto”.

Da segnalare, infine, che “nell’aula consiliare inaugurata da poco e costata 100.000 euro, (con i soldi dei contribuenti!) i microfoni, guarda caso dell’opposizione, non funzionavano, solo 2 su quattro rendendo difficile comunicare in maniera libera e tempestiva sugli argomenti, dovendo condividere il microfono con il

capogruppo”.

Alla fine, la domanda resta una sola: Novoli è ancora una democrazia o qualcosa sta cambiando? “Se qualcuno ha una risposta, parli ora – conclude l’opposizione novolese – prima che non sia più possibile farlo. Anche perché il gruppo Novoli Rinasce non ha alcuna intenzione di farsi intimidire “continueremo a lavorare sodo per ripristinare i princìpi di trasparenza e legalità, allargando la partecipazione ai cittadini attraverso un’informazione chiara e puntuale”.

 

 

luciani.2006@libero.it

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