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FESTE PATRONALI NEL SALENTO SEGNALATE DA LECCEOGGI a LECCE E PROVINCIA

FESTE PATRONALI NEL SALENTO SEGNALATE DA LECCEOGGI a LECCE E PROVINCIA

parabita-foto-pejroFESTA DELLA MADONNA DELLA COLTURA

Parabita dal 25 al 27 maggio 2019

Si tratta della festa patronale ed è ancora oggi molto sentita a Parabita. Come da tradizione, la Basilica e le strade limitrofe vengono addobbate dalle luminarie. Luminarie imponenti, più di due chilometri di gallerie con frontoni alti anche 22 metri, montate da più ditte di paratori, come i diversi maestri fuochisti chiamati per allestire ad arte lo spettacolo pirotecnico. Ogni anno si ripete, puntuale, il suggestivo e spettacolare incendio del campanile.

Uno spettacolo-appuntamento, la simulazione dell’incendio del campanile, che attira migliaia di visitatori, anche da fuori regione. Il campanile svetta nel cielo con i suoi quarantadue metri di altezza, e diventa protagonista  della scena nell’ultimo giorno di festa.

I maestri fuochisti costruiscono sul campanile un complesso intreccio di fili e micce, dosando e miscelando sapientemente i colori, tenendo a bada scintille, fuoco e fumo e creando, con rigore, un’affascinante sequenza cromatica: verde, rosso, oro, azzurro, tra scintille, girandole e bagliori.

La leggenda alla base della festa religiosa: un contadino impegnato nel suo lavoro, improvvisamente scorse nel terreno un masso sul quale era raffigurata la Vergine col bambino. L’uomo insieme ai suoi compaesani portò il masso nella piccolo Chiesa del paese ma la mattina dopo quando tutti vi si recarono per pregare davanti alla raffigurazione, si accorsero che il masso era sparito e ritornato miracolosamente nel luogo di ritrovamento.

La Madonna della Coltura è considerata, a Parabita, la Madonna del popolo, della gente semplice.
Quel monolito che rappresenta la Vergine con in braccio il bambino fu protetto per secoli dalla terra, ed oggi la Madonna della Coltura, protettrice delle coltivazioni, dell’agricoltura e della civiltà contadina, giace lì dove venne ritrovato il monolito, in contrada Pane.

Il campanile, quasi vessillo di un’identità collettiva, “brucia” tra gli applausi e gli sguardi sbalorditi del pubblico che riempie la piazza e, quando sembra divorato dal fuoco, ecco accorrere la Madonna a spegnerlo e salvare la sua “casa” tra i rintocchi delle campane che suonano a festa.

Elementi immancabili della festa sono: la corsa di un chilometro, un vecchio monolite raffigurante un’icona bizantina di una Madonna con il bambino, l’incendio del campanile, una basilica, un lembo di terra adibito ad uso agricolo.

La mattina della domenica di festa, solitamente l’ultima del mese di Maggio, a Parabita viene riproposta la corsa del chilometro, il percorso che avrebbe sostenuto il contadino a partire dai campi in cui fu ritrovato il monolite fin al centro del paese. Oggi coloro che partecipano alla corsa, i curraturi, sono preceduti dai più piccoli alcuni dei quali hanno in mano un cesto di pane.

 

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