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FOCOLAIO DEL CORONA VIRUS ALL’ONCOLOGICO DI LECCE

FOCOLAIO DEL CORONA VIRUS ALL’ONCOLOGICO DI LECCE

Sono dodici i degenti presso il polo oncologico Giovanni Paolo II del Vito Fazzi di Lecce risultati positivi al coronavirus. La notizia è della tarda mattinata ed ha ovviamente, creato apprensione tenuto conto che il focolaio è scoppiato nel reparto di degenza occupato da pazienti che rientrano tra i soggetti a rischio proprio a causa delle patologie già riscontrate.

La Direzione Generale della Asl di Lecce, in una nota emanata nel pomeriggio, ha ribadito che tutti i pazienti erano negativi al momento dell’ingresso in ospedale e sono diventati positivi all’interno. Proprio la positivizzazione così repentina fa pensare ad una variante che potrebbe essere la variante inglese.

La direzione del Vito Fazzi ha quindi disposto il blocco dei ricoveri e la sanificazione dei locali, oltre agli immediati controlli epidemiologici estesi anche sul personale in servizio per scongiurare il rischio di un ulteriore allargamento del contagio (la cui fonte non è stata accertata) e per verificare la reale portata del focolaio scoperto.

I 12 pazienti positivi saranno trasferiti nel vicino Dea e saranno sistemati in camere singole. Le stanze, oltre ad avere un sistema di climatizzazione e quindi di trattamento di aria primaria, sono dotate di tutti i supporti tecnologici. Una equipe di oncologi li seguirà da vicino e andrà a supporto del gruppo che al momento opera all’interno del Dea per seguire i pazienti rispetto alla malattia oncologica. Questa equipe sarà attiva per 15 giorni e ovviamente non tornerà ad operare subito all’Oncologico. Una volta finita l’assistenza ai pazienti positivi, questi operatori – tutti vaccinati – avranno un periodo di alcuni giorni di riposo, verranno sottoposti a tampone e solo successivamente ritorneranno all’interno del reparto di Oncologia.

Per i problemi respiratori ci saranno gli specialisti del Dea. Anche un turno di infermieri e oss verrà distaccato e mandato all’interno del Dea.

I 6 pazienti non positivi saranno trasferiti in Medicina d’urgenza al piano terra del Dea dove avranno il supporto di medici specialisti oncologi. Naturalmente si condurrà un attento monitoraggio dei pazienti per verificare se ci sono positività in corso. Monitoraggio che riguarderà anche il reparto di Oncoematologia pediatrica.

Una volta trasferiti i pazienti, gli ambienti saranno completamente svuotati e sanificati. La riapertura avverrà solo quando avremo la certezza che la situazione è completamente sotto controllo.

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