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LA FESTA DEL LAVORO

LA FESTA DEL LAVORO

Quella che ricorre oggi è la festa del lavoro o dei lavoratori e la sua genesi è dovuta alle rivendicazioni dei ceti meno abbienti spesso trattati, anche ai giorni  nostri, da schiavi da chi con il lavoro massacrante di pochi consegue ingenti guadagni, spesso ricorrendo anche alla violenza ed all’illegalità.

Correva l’anno 1886 quando a Chicago fu proclamato uno sciopero generale per cercare di ottenere il diritto alla giornata lavorativa di otto ore.

L’agitazione consisté in una serie di manifestazioni  culminate nella giornata del 4 maggio in veri e propri scontri tra dimostranti e forze dell’ordine a Haymarket Square, dove ci furono addirittura 11 vittime fra le due fazioni contrapposte.

Quella di oggi è una festa ormai riconosciuta e festeggiata in quasi tutto il mondo.

Sempre a proposito delle rivendicazioni dei lavoratori, questa volta in maggioranza agricoli, che rivendicavano il diritto a coltivare terreni del latifondo padronale incolti ed abbandonati, anche in Italia si ricorda un evento terminato con una strage. È ciò che avvenne a Pontella della Ginestra, in provincia di Palermo, dove si riunirono circa duemila lavoratori della zona di Piana degli Albanesi per festeggiare il Primo Maggio, avanzando le loro rivendicazioni. Mentre era in corso la manifestazione, d’improvviso, le persone presenti furono oggetto di un vero e prorpio agguato con gli uomini della banda del bandito Salvatore Giuliano che a colpi di raffiche di mitra falcidio diverse persone fra cui due bambini. L’esecutore della strage fu individuato dalle forze dell’ordine ma il suo/suoi mandanti non sono mai stati identificati.

Il primo evento ricordato, quello americano, fu la scintilla di un’evoluzione nel mondo del lavoro perché  nel ricordo di quei drammatici momenti, quattro anni dopo, il Primo Maggio nacque la Festa dei lavoratori.

In quegli anni (1870-1920) nacque un primo accenno di un coordinamento internazionale tra i movimenti operai. In Europa il filosofo-economista Karl Marx dette vita alla “Prima Internazionale, che sostituiva l’originaria Associazione internazionale dei lavoratori, in cui confluirono le diverse correnti ideologiche che caratterizzavano il proletariato di Inghilterra, Francia e Italia: dai socialisti agli anarchici passando per i repubblicani mazziniani.

Obiettivo immediato dell’associazione fu di migliorare la condizione dei lavoratori, partendo dalla limitazione della giornata lavorativa ad otto ore. Fu l’associazione sindacale americana Federation of Organized Trades and Labor Unions a stabilire che a decorrere da sabato 1° maggio 1886, nelle fabbriche non si sarebbero superate le otto ore di lavoro al giorno. Da ciò gli scontri di cui sopra.

I fatti di Chicago colpirono l’immaginario del movimento operaio internazionale e così nacque l’idea di fare del 1° maggio una giornata da dedicare al mondo del lavoro.

La proposta venne messa nera su bianco il 14 luglio del 1889, a Parigi, durante il congresso della neonata “Seconda Internazionale” (erede diretta di quella fondata da Marx).

Fu stabilito che l’anno seguente, in quella data, si sarebbe tenuta una grande manifestazione, simultaneamente in tutta Europa e in diversi paesi del mondo.

La prima Festa dei lavoratori riscosse un’adesione di gran lunga superiore alle aspettative, confermata nel 1891, quando si tenne per la prima volta anche in Italia (l’anno prima era stata vietata dal governo Crispi e repressa sul nascere). Da quell’anno la Seconda Internazionale decise di rendere definitiva l’istituzione della festa. Ebbe inizio una tradizione destinata a consolidarsi nel tempo e ad accendere i riflettori sulle problematiche del mondo del lavoro.

Dall’obiettivo iniziale delle 8 ore lavorative la battaglia si allargò ad altri diritti, come quello allo sciopero, riconosciuti più tardi nella Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo (10 dicembre 1948).

Dal 1990, i tre principali sindacati italiani, CGIL, CISL e UIL, lanciarono l’idea di una rassegna musicale da tenere annualmente in piazza di Porta San Giovanni a Roma, nota ancora oggi con il nome di Concerto del Primo Maggio, kermesse interrotta, come partecipazione di pubblico, quest’anno per la pandemia da COVID-19.

 

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