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IL LECCE BUTTA ALLE ORTICHE QUANTO DI BUONO FATTO E CON LA FIORENTINA FA KARAKIRI

IL LECCE BUTTA ALLE ORTICHE QUANTO DI BUONO FATTO E CON LA FIORENTINA FA KARAKIRI

Chi, ieri sera contro la Fiorentina, si aspettava di ammirare un Lecce concentrato e voglioso di combattere e vincere una battaglia importante, e forse decisiva, nella lotta per la salvezza è andato deluso e al triplice fischio di Guida ha messo subito una croce sull’incontro giocato per pensare al prossimo.

Un Lecce che dopo un primo accenno di buona predisposizione al match, nei minuti iniziali, già al sesto minuto ha messo in atto uno dei suoi soliti errori. Nell’impostare una trama d’attacco, tassativamente per linee orizzontali, Rispoli ha servito Cutrone in beata solitudine e da lì è nato il gol di Chiesa che ha beffato Barak mettendo alle spalle di Gabriel il primo gol della deblacle di ieri sera.

Da quel momento il Lecce, ovvero tutto l’impianto di gioco dei giallorossi, è andato in tilt. Si sono perse le distanze tra i reparti anche le cose più facili divenivano difficili e gli avversari, dotati ma non eccezionali, apparivano tanti folletti che sbucavano da tutte le parti.

Si giunge così al giusto rigore concesso per fallo di Gabriel su Ghezzal e poi neutralizzato in bello stile dal portiere leccese. L’episodio è stato generatore di una reazione dei padroni di casa che hanno tentato, ma mai in modo convinto, di recuperare e riparare al danno creato.

Il Lecce di ieri non è mai stato all’altezza della situazione. La linea difensiva molto alta questa volta non ha dato i frutti sperati perché i viola, che avevano studiato bene, con lanci precisi e con scatti nei tempi giusti hanno sempre creato superiorità numerica in spazi sempre più ampi difficilmente colmabili dai leccesi.

La Fiorentina passata in vantaggio ha giocato sul velluto ed ha raddoppiato sfruttando un calcio di punizione battuto da Ghezzal che ha beffato sia la barriera (che si è aperta) che Gabriel rimasto quasi sorpreso dalla perfetta traiettoria del pallone.

Poi, giusto per non farci mancare nulla, il duo difensivo Lucioni-Paz si è lasciato sorprendere e superare da Cutrone che involandosi ha messo nel sacco il terzo gol (per lui il secondo consecutivo nelle ultime due giornate).

Un Lecce brutto, quasi votato al martirio che ora resta in attesa di spere cosa faranno Torino-Genoa nel match di stasera per sapere se può ancora sperare, ma deve decidere di giocare alla morte tutte le altre partite, nella salvezza oppure mettersi l’anima in pace e pensare alla prossima stagione.

Ernesto Luciani

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