LECCE – La graduatoria provvisoria dei progetti per la rigenerazione di Spiaggiabella, Torre Chianca e Torre Rinalda
Sono i primi cinque progetti, ufficializzati alla presenza della sindaca Poli Bortone e della presidente della commissione giudicatrice, Odile Decq.
La graduatoria provvisoria vede in testa lo studio Planum, al secondo posto Astra Engineering, al terzo quello di Stefano Boeri.
Nella mattinata di oggi, in sala giunta, presente Adriana Poli Bortone e l’assessore Gianpaolo Scorrano, sono stati resi noti i nomi delle aziende hanno presentato una proposta progettuale che, al momento occupano le prime cinque posizioni, in totale le proposte presentate sono state 45, alcune pervenute anche dall’estero. La valutazione delle proposte è stata esperita, in forma anonima, dalla commissione presieduta dall’architetta francese Odile Decq e composta da Mario Avagnina e Gianluca Peluffo (architetti) e da Francesco Micelli e Angelo Rizziello (ingegneri).
Lo studio di progettazione Planum srl è al primo posto della graduatoria provvisoria del concorso di progettazione per la rigenerazione delle marine di Spiaggiabella, Torre Chianca e Torre Rinalda, ovvero le spiagge a nord della città capoluogo.
Si tratta di un intervento strategico per il litorale nord di Lecce, inserito nel Contratto istituzionale di sviluppo Lecce-Brindisi-Costa Adriatica firmato nel giugno del 2022 dall’allora ministro per il Sud e la Coesione territoriale Mara Carfagna e dall’ex sindaco Carlo Salvemini che scelse la strada del concorso internazionale.
Di seguito, nell’ordine ci sono: Astra Engineering Srl con 88,5 punti; Stefano Boeri Architetti con 83,1; Openfabric srl con 81,2 e Babau Bureau Architettura e Paesaggio con 77,8.
Una volta verificati i requisiti formali, e salvo richieste di integrazione, la graduatoria diventerà definitiva. Probabilmente entro il mese di ottobre, ha detto Maurizio Guido, dirigente del settore Urbanistica.
La riqualificazione delle tre marine dovrà avvenire grazie alla riconnessione del sistema delle dune con le aree umide retrostanti, azzerando e anzi riducendo il consumo di suolo, come richiesto dal bando. I criteri di valutazione erano sei: qualità paesaggistica, ambientale e di integrazione ecologica; coerenza con la visione strategica del parco costiero; qualità della mobilità e accessibilità sostenibile; integrazione con il patrimonio storico, culturale e identitario; chiarezza e fattibilità preliminare; coerenza con la programmazione strategica e finanziaria e con gli obiettivi europei di sostenibilità.
Come noto le località oggetto della rigenerazione insistono su un territorio che per alcuni decenni ha registrato uno sviluppo dell’edificazione privata, anche in aree estremamente sensibili, sovente con abusi sanati da successivi condoni promulgati per reperire fondi per le sempre esangui casse delle istituzioni.
Ora non si dovrà occupare ulteriore territorio ed anzi si dovrà liberare spazio, e sarà un gravoso impegno dell’amministrazione spiegare il cambio di rotta e far capire che ci sono dei limiti a tutti e che, come ha detto la presidente Decq, non si può arrivare con la propria auto sino all’arenile.
“Il quadro economico complessivo dell’intervento è di 25 milioni di euro. Al momento ne sono disponibili 15, provenienti dal Fondo sviluppo e coesione; serviranno a finanziare gli interventi secondo un ordine di priorità. Per i restanti 10 milioni sarà compito dell’amministrazione individuare ulteriori canali di finanziamento.