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Mazzei scrive all’on Bianchi in merito alla “Via Francigena”

Mazzei scrive all’on Bianchi in merito alla “Via Francigena”

DORINA BIANCHIVIA FRANCIGENA

Il dr Mazzei ha inoltrato una lettera personale alla Sottosegretaria ai Beni Culturali, On Dorina Bianchi, e ci ha fatto avere una copia della stessa che, integralmente, portiamo a conoscenza dei nostri lettori.

“On. Dorina Bianchi

Sottosegretaria Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo

ROMA

On. Sottosegretaria,

conoscendo la sua sensibilità e l’interesse per il nostro territorio sottopongo alla sua attenzione la vicenda relativa all’individuazione del percorso italiano della “via Francigena”, che, secondo la delibera n. 1174/2013 adottata dalla Giunta Regionale, partendo da Roma attraverserebbe la Puglia fermandosi a Brindisi, escludendo dunque il Salento con i suoi percorsi storici per Otranto e Leuca.

Nel 1994 il Consiglio d’Europa riconobbe la Via Francigena come importante itinerario culturale e le attribuì, in termini progettuali, unitarietà e fruibilità a livello turistico, offrendo alle regioni coinvolte un’importante occasione di sviluppo territoriale. Il cammino della Via Francigena si fermò a Roma. Successivamente si riconobbe che il tracciato che dal Lazio meridionale si allunga nel territorio della Campania, del Molise, della Lucania e della Puglia. Era la via Francigena del sud.

La Regione Puglia ha ignorato gli studi che dimostravano il percorso per Otranto e Santa Maria di Leuca, dove giungevano molti pellegrini diretti verso la Terrasanta e/o approdavano molti altri provenienti dall’Oriente e diretti a Roma. Il mancato riconoscimento della Via Francigena del Sud Salento, come via storica di pellegrinaggio, non solo ne misconosce il fondamentale ruolo di raccordo con l’Oriente, ne nega il valore culturale, paesaggistico ed economico, ma limita eventuali occasioni di dialogo con i Paesi mediterranei e, soprattutto, esclude dai finanziamenti un territorio “capolinea” dei grandi circuiti del turismo culturale e religioso. In merito l’Università del Salento ha prodotto numerose pubblicazioni e ricerche che dimostrano scientificamente l’esistenza del pellegrinaggio con approdo a Otranto e Leuca. La più nota ricerca è quella condotta e pubblicata dalla Prof.ssa Anna Trono (Docente di Geografia Economico Politica e Geografia del Turismo)- “Via Francigena. Cammini di Fede e Turismo Culturale” – Congedo Ed., Galatina 2012.

Ne consegue l’urgenza di un suo riconoscimento ufficiale, la certificazione di questo segmento meridionale salentino dell’itinerario, ed il suo riconoscimento a livello istituzionale consentirà agli enti pubblici e ai portatori d’interesse di accedere a tutti i benefici finanziari che ne derivano, favorendo l’attivazione delle diverse fasi di realizzazione del percorso e sua valorizzazione (dallo studio ai lavori di perimetrazione, messa in sicurezza dei tratti individuati, acquisto di zone di proprietà privata, realizzazione di infrastrutture: segnaletica, ecc.). La Certificazione di Itinerario Culturale alla Francigena del Sud è un obiettivo possibile ma condizionato dalla partecipazione di molti soggetti istituzionali (regioni, province, comuni, associazioni) e non, complessivamente impegnati nella definizione di un progetto che risponda ai criteri di eleggibilità di tema, rete ed azioni di un Itinerario Culturale, così come previsto dal Regolamento del Consiglio d’Europa.

Da Consigliere Regionale ho presentato un’interrogazione urgente a riguardo il 10 febbraio 2015, chiedendo all’allora Presidente della Giunta Regionale Nichi Vendola di modificare l’itinerario approvato con la delibera n.1174 nel 2013, senza purtroppo avere risposta. Un percorso che, secondo la Regione Puglia, partirebbe dal Gargano per terminare a Brindisi.

Invece, come dimostrato da numerosi studi in merito, la via Francigena attraversa la Puglia approdando al porto di Otranto e Santa Maria di Leuca, due mete di rinomato pellegrinaggio religioso. E’ un processo che richiede competenze ma, soprattutto, azioni di concertazione indirizzate a costruire una rete permanente di attività e di interesse per la Via Francigena, che non solo sia utile ad ottenere la certificazione, ma, soprattutto, sia abile a mantenerla, quando ottenuta.  Per questo Le chiedo un’autorevole intervento alla Commissione Europea, al Consiglio d’Europa sugli itinerari culturali ed al Presidente della Giunta Regionale per favorire la ridefinizione dei percorsi sostenibili della vecchia via medievale, che comprendano il Salento con Otranto e Santa Maria di Leuca. Un’esclusione che penalizza fortemente il Salento, così cancellato dai percorsi turistici e culturali che possono rappresentare un’occasione di ricchezza.

Ringraziando per l’attenzione cordialmente saluto.

Dr. Luigi Mazzei

Coordinatore Area Popolare – NCD Lecce

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