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NO DEL CONSIGLIO DI STATO AL MEGA PARCHEGGIO A PORTO CESAREO – INCOMPATIBILE COL PUG

NO DEL CONSIGLIO DI STATO AL MEGA PARCHEGGIO A PORTO CESAREO – INCOMPATIBILE COL PUG

Municipio_Porto_Cesareo

Il Consiglio di Stato ha giudicato corretta la scelta del Comune di bloccare il parcheggio privato nella zona del bacino Tamari a ridosso della fascia costiera di Porto Cesareo.

I giudici romani hanno respinto la richiesta di sospensiva presentata dall’imprenditore contro il provvedimento del Tar di Lecce che, nel maggio scorso, aveva già considerato non attuabile il progetto. Gli avvocati Pietro e Antonio Quinto, per conto del Comune, hanno dimostrato in giudizio la correttezza dell’operato dell’amministrazione e la sostanziale incompatibilità dell’opera rispetto alla disciplina urbanistica della zona.

Il progetto prevedeva la realizzazione di un intervento di oltre 300 posti auto in una zona classificata come agricola nel Pug. L’Ufficio tecnico comunale si era espresso negativamente evidenziando l’impossibilità di trasformare quell’area per la quale vi è una normativa preordinata proprio alla conservazione del carattere rurale e rilevando che in sede di pianificazione il Comune aveva individuato apposite aree esterne all’abitato dove insediare i parcheggi di scambio.

L’interessato aveva proposto ricorso al Tar Lecce sostenendo che, contrariamente a quanto opposto dal Comune, nelle zone agricole sarebbe consentita anche la realizzazione di attività imprenditoriali di parcheggio, e ciò in forza di una specifica previsione che permette persino l’attuazione di infrastrutture viarie. Contro il provvedimento dei giudici leccesi l’imprenditore ha appellato innanzi al Consiglio di Stato facendo leva sulla carenza di adeguate aree sulla costa in periodo estivo.

Ancora una volta, però, i giudici di Palazzo Spada, accogliendo le eccezioni difensive degli avvocati del Comune, hanno respinto il ricorso stabilendo che la pretesa del privato è infondata perché in contrasto con il Pug che al suo interno contiene una precisa dislocazione dei parcheggi anche privati e perché non è possibile attuare interventi di carattere imprenditoriale e lucrativo che non risolvono affatto il problema della carenza di aree di sosta per i turisti, ma che anzi determinano un oggettivo aumento del carico urbanistico sul territorio.

 

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