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OPPORTUNITA’ DI LAVORO PER DETENUTE – ANCHE LUCIANA DELLE DONNE PREMIATA DA ASHOKA

OPPORTUNITA’ DI LAVORO PER DETENUTE – ANCHE LUCIANA DELLE DONNE PREMIATA DA ASHOKA

ashokaLuciana3Luciana delle Donne con Made in Carcere entra nella rete internazionale di innovatori sociali di Ashoka

L’imprenditrice, che opera in Italia, ha superato le 5 fasi di selezione per entrare a far parte diAshoka ed è una nuova Fellow Ashoka, una carica che l’accompagnerà per tutta la vita.

Con il suo progetto Made in Carcere, Luciana ha dato vita ad un brand “sociale” che contraddistingue una serie di prodotti artigianali realizzati con materiali di riciclo (avanzi di magazzino, ritagli di lavorazione, ecc..) in alcuni penitenziari italiani da sartine detenute regolarmente contrattualizzate. La filosofia alla base del progetto è, infatti, proprio quella della “seconda chanche” che si offre non solo alle detenute ma anche ai tessuti, lanciando a tutti un chiaro messaggio per il reinserimento sociale di fasce svantaggiate e per la tutela ambientale. Made in Carcere crea opportunità di lavoro sostenibili, restituendo dignità alle detenute e dalla loro condizione, insegnando loro le regole del lavoro e, ovviamente, vere e proprie nuove abilità spendibili, poi, sul mercato una volta scontata la pena.

“Abbiamo un riscontro oggettivo, contribuiamo a ridurre il fenomeno della recidività – dice Luciana Delle Donne. E’ questo l’obiettivo del percorso di VALORI FORZATI per cui ogni giorno lavora il team di MADE IN CARCERE. L’80% delle persone detenute che lavorano durante il periodo di reclusione non torna più dietro le sbarre, mentre l’80% delle persone detenute che non lavorano durante il periodo di detenzione, commette reati e finisce nuovamente in carcere”.

Al progetto partecipa anche una serie di aziende for-profit che donano le materie prime, liberando i propri magazzini da tessuti inutilizzati, sostenendo, così, azioni ad alto impatto sociale ed ambientale.

La qualità e l’eticità dei prodotti realizzati dalle detenute di Made in Carcere è certificata dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, attraverso il marchio “Sigillo”.

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