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Pensioni, uscita anticipata senza penalizzazioni

Pensioni, uscita anticipata senza penalizzazioni

INPS - ROMA

Continuano le trattative da Governo e Sindacati sulla possibilità di andare in pensione anche prima di quanto la legge Fornero prevede. Al momento, la proposta del Governo è: Nessuna penalizzazione per la pensione anticipata, ma un prestito con un piano di ammortamento di venti anni, una copertura assicurativa e una detrazione fiscale sulla parte del capitale anticipato per alcuni soggetti più deboli e meritevoli di tutela.

Si conferma con questa proposta che il governo ha avanzato ai sindacati in un incontro a Palazzo Chigi la volontà dell’esecutivo di non toccare la riforma Fornero. All’incontro hanno partecipato i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Susanna Camusso, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo che, nelle more dell’esame globale della proposta in vista del prossimo incontro stabilito per il 23 giugno, desiderano sapere come saranno calcolati gli interessi sul prestito.

La proposta pare stabilisca sì un’uscita anticipata con una banca che anticipi l’importo finanziario della pensione netta per gli anni che mancano alla pensione di vecchiaia, somma che poi verrebbe restituita nel tempo. Non ci sarebbe quindi una penalizzazione sull’assegno ma una trattenuta per pagare la rata di ammortamento del prestito di 20 anni con la copertura assicurativa ed una detrazione fiscale sulla parte del capitale anticipato per “soggetti più deboli e meritevoli di tutela”. Il costo sarebbe diverso per chi perde il lavoro prima di raggiungere i requisiti per l’accesso alla pensione e per chi decide di lasciare l’impiego di sua spontanea volontà.

Nannincini ha spiegato che l’Inps sarà il ‘front office’ dell’anticipo pensionistico, creando il rapporto con gli enti finanziari che erogheranno l’anticipo netto della pensione ai lavoratori che certificheranno la richiesta di pensionamento anticipato. Il “coinvolgimento degli istituti finanziari, delle banche e delle assicurazioni”, ha spiegato il sottosegretario, servirebbe a rispettare i vincoli di bilancio perchè la flessibilità in uscita dal mercato del lavoro costerebbe dieci miliardi di euro l’anno.

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