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ROBERTO MARTI, PRESIDENTE PICCOLA INDUSTRIA CONFINDUSTRIA LECCE

ROBERTO MARTI, PRESIDENTE PICCOLA INDUSTRIA CONFINDUSTRIA LECCE

Sistemi sanitari resilienti e sostenibili nelle raccomandazioni della task force “health & life sciences” ai capi di stato del g20

Si concretizzano sempre di più le attività della Task force “Health & Life Sciences” del B20, di cui fa parte anche il Presidente della Piccola Industria di Confindustria Lecce Roberto Marti.

Il Business Summit del G20 è l’organismo che riunisce le più importanti economie del mondo, del quale l’Italia ha assunto in gennaio, per la prima volta nella storia, la presidenza. Confindustria è stata ed è parte attiva nell’azione di supporto e coordinamento del tavolo, nato per formulare raccomandazioni di policy indirizzate alla presidenza in decine di settori strategici. Obiettivo delle task force è quello di definire il documento e le indicazioni che saranno poi consegnate, con il Final Communiqué il 7-8 ottobre, al premier italiano, in qualità di presidente di turno del G20, per essere presentate e discusse, tre settimane dopo, durante l’incontro dei capi di Stato e di Governo delle economie più avanzate.

“Soprattutto in questo periodo di emergenza pandemica – afferma Roberto Marti – le riflessioni condotte dal gruppo ‘Health & Life Sciences’ del B20 e le indicazioni che ne verranno sono particolarmente importanti. La salute e i progressi nelle scienze della vita sono un bene comune che dobbiamo difendere e valorizzare. Non a caso in queste ore stiamo diffondendo a tutti i livelli un video sul tema ‘la ricerca è futuro’ che evidenzia quanto ancora occorra stimolare la preparazione dei Paesi e del nostro in particolare alla creatività nelle scienze della vita, per supportare la nascita e lo sviluppo di terapie efficaci su larga scala nel più breve tempo possibile”.

Occorre avere grande capacità di visione e apprendere l’insegnamento che il Covid19 ci ha imposto: sostenere le scienze della vita e la tecnologia medica è un investimento nel futuro, per la salute e la prosperità del mondo. Prevenzione e gestione efficiente ed efficace della malattia costituiscono un fattore chiave per garantire un domani sostenibile alle prossime generazioni. Di pari passo è necessario investire nell’assistenza sanitaria e nei settori innovativi a disposizione delle scienze della vita.

Il sistema sanitario, profondamente scottato dall’impatto della pandemia – continua Marti – ha oggi l’occasione di cambiare, di migliorare per portarsi a livelli di vera avanguardia, a patto che finalmente sia percepito come un valore aggiunto e non come l’ennesima spesa da tagliare. Benessere e salute sono i settori sui quali invece è necessario investire per lanciare la più grande sfida del secolo: la ‘rivoluzione biologica’ nelle scienze della vita, l’unica in grado di dare risposte concrete al trattamento e alla cura di patologie come cancro, malattie cardiovascolari, diabete, ictus, Alzheimer, Parkinson, che hanno un’incidenza molto alta nel nostro paese. Investire in ricerca e formazione in ambito delle scienze della vita è, inoltre, una garanzia di crescita occupazionale e socioeconomica”.

 

Per tali ragioni il B20 ha elaborato tre raccomandazioni con lo scopo di dare vita ad un nuovo modello di dialogo strategico continuo tra istituzioni e stakeholder, che non disperda il lavoro condotto all’interno della task force e favorisca il cambiamento dell’approccio delle persone alla salute, come risorsa strategica. In tale ottica, per favorire il cambiamento e massimizzare l’impatto dell’innovazione nel sistema sanitario occorrerà sviluppare nuove partnership tra i settori pubblico e privato, mondo accademico e società civile.

“La task force – conclude il presidente Marti – ha voluto porre l’accento, in prima battuta, sulla promozione dell’uso strategico della scienza, della tecnologia e dei dati, sviluppando piani di sostegno all’utilizzo di nuove tecnologie, al rafforzamento della ricerca scientifica e dell’innovazione. Per il supporto di tali iniziative occorrerà creare un ecosistema favorevole alla condivisione e alla protezione dei dati, personalizzati per il settore sanitario, promuovendo allo stesso tempo la digitalizzazione spinta dei sistemi sanitari. La seconda raccomandazione riguarda la capacità di valutare e misurare la salute come investimento e favorire la transizione verso un’assistenza sanitaria basata sul valore. Tale asset poggia su modelli di governance e strutture politiche capaci di pesare, identificare e replicare modelli VBHC di successo. Parallelamente sarà necessario integrare i percorsi di cura per migliorare gli esiti dei pazienti, dando enfasi alla diagnosi precoce e alla prevenzione. La terza raccomandazione che verrà fornita al premier guarda alla costruzione di sistemi sanitari resilienti e sostenibili. Quest’ultima linea passa dalla promozione a livello politico di nuove partnership per fare fronte comune rispetto ad emergenze come quella da Covid19. Ciò presuppone, naturalmente, una maggiore preparazione e capacità di risposta alle crisi, creando catene di approvvigionamento resilienti mediate da vera cooperazione normativa. Obiettivo finale è poi quello di promuovere sistemi sanitari sostenibili dal punto di vista ambientale”.

 

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