VIIª Giornata girone d’andata: UDINESE vs LECCE Il Commento
Un Lecce da stropicciarsi gli occhi sbanca Udine e vola a nove punti in classifica.
Se questa partita si fosse giocata in una delle ultime giornate (nelle condizioni di classifica e ambientali delle due contendenti non si sarebbe sbagliato a definirla “la partita della vita”; i toni possono essere tenuti più bassi perché diamo alla settima giornata e di acqua sotto il mulino ne dovrà passare ancora tanta.
Resta, in ogni caso, una prestazione maiuscola dei giallorossi che hanno il grande merito, a mio avviso, di aver saputo studiare l’avversario compiutamente e, soprattutto, di aver saputo mettere in atto quanto appreso per sfruttare al meglio i difetti dell’Udinese che certo non ha brillato in nessuno dei suoi.
Il netto risultato ottenuto è il frutto di una partita condotta n maniera magistrale da tutti i componenti l’undici sceso in campo ed anzi, alla fine, a voler essere precisi si deve dire che lo 0-3 acquisito poteva avere maggiore risonanza se non fossero state mancate almeno cinque occasioni clamorose. Fatah e Esteban hanno colpito a conclusione di una loro azione, rispettivamente, la traversa e il palo, mentre Guebbels ha mancato tre reti più facili da mettere a segno che da sbagliare; pazienza forse il primo sigillo il francese se lo è riservato per una prossima occasione.
Un Lecce quindi perfetto dicono le cronache ed in effetti tutto ha girato per il verso giusto con le scelte di Di Francesco vincenti visto che proprio da due dei preferiti come titolari al nastro di partenza dell’incontro. Prima Gaspar e poi NDri hanno steso l’Udinese nei primi quarantacinque minuti e poi nella ripresa con un entusiasmante azione personale Siebert che sradicato il pallone ad un avversario si è involato verso la porta dei bianconeri ed ha battuto con un colpo di esterno piede violento che si è insaccato nell’angolo basso.
Una vittoria che porta il Lecce a nove punti in classifica in una posizione più tranquilla con cinque punti di vantaggio sulla terz’ultima poltrona. Un bottino di punti che i giallorossi hanno superato solo nella stagione 2023/2024 con in panchina Roberto D’Aversa poi sostituito da Gotti. Guarda caso sulla panchina dell’Udinese sedeva proprio Luca Gotti in occasione della precedente vittoria giallorossa ad Udine (1-2 con reti di Mancosu su rigore e Lapadula allenatore Liverani stagione 2019/2020).
Ieri il Lecce ha avuto anche un’altra soddisfazione nel mantenere intonsa la propria porta, secondo clean sheet stagionale dopo quello di Venezia.
Certo c’è ancora tanto da lavorare ma quello visto ieri è decisamente un Lecce che spande serenità e giustamente riscuote la fiducia dei tifosi.
Mantenendo la concentrazione nella fase difensiva si dovrà lavarare perché vadano a segno gli attaccanti con una certa continuità. Sinora il Lecce ha messo a segno nove reti ma di queste ben sette sono opera di difensori (Tiago Fabriel 2, Gaspar 1 e Siebert 1), centrocampisti (Gorter 1, Colubaly 2) o esterni d’attacco (Fatah 1 e NDri1) mancano quelli della punta centrale anche se bisogna riconoscere a Stulic, Geubbels e Esteban che nel corso della partita svolgono una grande mole di lavoro nell’interesse della squadra.
Ieri ad Udine a carico del Lecce dobbiamo registrare l’applicazione di una delle nuove regole emanate al fine di evitare perdite di tempo.
Poco dopo il 70° minuto di gioco Di Francesco ha indicato a Geubbels di uscire per fare spazio ad Esteban già sulla linea laterale pronto a sostituire il compagno.
Geubbels ha eseguito l’ordine ricevuto ma per uscire ha impiegato oltre i dieci secondi che la nuova regola permette di utilizzare e di conseguenza Esteban dovuto aspettare che trascorresse un minuto, pena da subire a carico della squadra inosservante, prima di poter entrare sul prato verse.
Ciò ha costretto la squadra a proseguire con un uomo in meno. Si è anche verificata un’interruzione per una rimessa laterale, ma non era ancora trascorso il minuto di gioco richiesto dal protocollo. Il giovane attaccante è così rimasto in attesa fino alla successiva opportunità utile, entrando soltanto al 74’.
Non è successo nulla e quindi tutto ok ma sono piccole sbavature che è bene non ripetere.
Ora occhio al prossimo avversario che oltre al chiamarsi Juventus sarà per l’ennesima volta una squadra sull’orlo di una crisi d’identità che dura da anni e che speriamo permanga anche dopo il prossimo match.
Ernesto Luciani