HomeCronaca e AttualitàCASO MENSA IL TRIBUNALE RESPINGE LA SOSPENSIVA, GIUSTA LA REVOCA A LA FENICE

CASO MENSA IL TRIBUNALE RESPINGE LA SOSPENSIVA, GIUSTA LA REVOCA A LA FENICE

CASO MENSA IL TRIBUNALE RESPINGE LA SOSPENSIVA, GIUSTA LA REVOCA A LA FENICE

Mensa 1

Per il giudice è “chiaro ed inequivoco” il nesso causale tra pasto e malori dei bambini

Il Comune di Nardò si aggiudica nettamente il primo round della controversia giudiziaria con la ditta La Fenice srl sul cosiddetto “caso mensa”. Con una ordinanza emessa oggi, infatti, il tribunale di Lecce ha respinto il ricorso cautelare ex art. 700 c.p.c. avanzato dalla società che gestiva il servizio di refezione scolastica nelle scuole neretine per la sospensione d’urgenza dei provvedimenti di revoca da parte dell’amministrazione comunale, difesa in giudizio dagli avvocati Paolo Gaballo e Riccardo Renna. Com’è noto, i numerosissimi casi di tossinfezione alimentare successivi al pasto del 18 ottobre scorso indussero l’amministrazione comunale, confortata dal parere dei legali, a revocare il servizio a La Fenice e a decidere per il subentro nell’appalto della Turigest. Secondo il giudice civile la documentazione prodotta dalla Asl e i certificati medici dei bambini che accusarono sintomi di gastroenterite provano “in modo chiaro ed inequivoco” il nesso causale tra i pasti somministrati nella giornata del 18 ottobre 2016 e i malori, secondo un giudizio di alta probabilità che ne consegue da almeno tre circostanze fondamentali: l’elevato numero di soggetti interessati (174), il fatto che siano appartenenti a molti istituti scolastici, anche in comuni diversi, tutti serviti da La Fenice, e infine la stretta contingenza temporale tra la consumazione del pasto e gli eventi patologici. L’ordinanza odierna, oltre a dare piena legittimità all’operato del Comune, ha condannato la società ricorrente al pagamento delle spese legali.

“Siamo soddisfatti di questa ordinanza – è il commento dell’avvocato Paolo Gaballo – perché il giudice ha argomentato in maniera molto soddisfacente l’imputabilità dei malori ai pasti consumati il 18 ottobre e quindi la responsabilità della ditta che forniva il servizio, anche sulla base della corposa documentazione medica, della Asl e delle famiglie. Non è un provvedimento definitivo, perché naturalmente la soccombente ha diritto ad avanzare reclamo, ma siamo molto fiduciosi. Pensiamo che la decisione odierna possa essere utile anche per le controversie aperte con gli altri Comuni”.

“Il giudice, di fatto, ha sposato in pieno la nostra linea difensiva – ha aggiunto l’avvocato Riccardo Renna- e quindi la riconducibilità dei malori al pasto, definendola altamente probabile”.

“Rivendico una scelta amministrativa coraggiosa – ha commentato il sindaco PippiMellone – finalizzata a tutelare la salute dei nostri bambini. Siamo soddisfatti per aver agito correttamente e con pieno senso di responsabilità, smentendo clamorosamente i soliti contestatori di professione, che al tempo si sono spinti sino ad insultare noi e persino i legali incaricati e che oggi cadono miseramente nel ridicolo. Vorrei ricordare che in sette mesi abbiamo affidato incarichi legali per tre giudizi e per un costo complessivo di appena 11 mila e 500 euro, un fatto inedito per questo Comune. Chi si erge a maestro è “figlio” del passato, della Prima Repubblica, quando il Comune di Nardò affidava incarichi per parcelle pesantissime e per esiti giudiziari puntualmente fallimentari. Ma la cosa più importante è la vittoria dei nostri bambini e delle loro famiglie, una vittoria della salute”.

redazione.lecceoggi@gmail.com

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