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FA DISCUTERE LA RIMOZIONE DI UNA PARTE DELLA BALAUSTRA CHE CIRCONDA L’ANFITEATRO

FA DISCUTERE LA RIMOZIONE DI UNA PARTE DELLA BALAUSTRA CHE CIRCONDA L’ANFITEATRO

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Tornati dalle vacanze molti leccesi, noi compresi, hanno trovato una variante sulla balaustra in pietra leccese che circonda l’Anfiteatro romano sito in piazza Sant’Oronzo. Un pezzo di essa, infatti, risulta staccato per fare spazio ad una passerella che consente ai diversamente abili di poter accedere all’interno dell’Anfiteatro e assistere agli spettacoli che in esso vengono presentati.

Come sempre un’opera eseguita male e senza alcun rispetto per ciò che invece va conservato con cura. È vero che la balaustra non è risalente all’età dello stesso Anfiteatro che risulta “a vista” solo per una parte della sua intera essenza, con molta parte coperta sotto la chiesa antistante e l’attuale sede del Monte dei Paschi. È vero pure, però che la balaustra risale a periodo fascista (1940) e che quindi ha anch’essa un certo valore storico monumentale. Possibile che non fosse attuabile una soluzione diversa, come posizionamento e come materiale impiegato? Nutriamo molti dubbi in merito. La colpa è da ascrivere alla “fretta” con cui si è dovuti intervenire, ma questo perché prima si è attesa la giusta protesta di coloro che non erano nella possibilità di partecipare allo spettacolo perché non c’era un sistema utile per farlo. Morale? Bisogna pensare prima e con i dovuti accorgimenti alla soluzione dei problemi e non quando questi vengono sbattuti in faccia a chi dovrebbe pensare alla soluzione degli stessi. Una domanda che sorge spontanea, ora, è: dove si trova ora il pezzo di balaustra divelto?

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Subito dopo ci viene da chiedere: ora sarà rimesso tutto a posto e si penserà a creare un passaggio funzionale e non invasivo? Chissà. Speriamo bene

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