Guerra in Ucraina
Oggi è il 1611° giorno di guerra
Primo duello aereo per gli F-16 ucraini: abbattuto un caccia russo Su-35
Svolta nei cieli del conflitto ucraino. Per la prima volta dall’inizio delle consegne da parte degli alleati occidentali, un caccia F-16 dell’Aeronautica militare di Kiev ha abbattuto un aereo da combattimento russo in un duello aereo (dogfight).
A darne l’annuncio ufficiale durante un’audizione al Senato degli Stati Uniti è stato il generale statunitense Dan Caine, Capo dello Stato Maggiore congiunto USA:
“Recentemente abbiamo registrato il nostro primo combattimento aereo di successo, in cui un F-16 ucraino ha abbattuto un caccia russo.”
Sebbene il vertice del Pentagono non abbia fornito dettagli specifici sul luogo e sul modello del velivolo abbattuto, fonti analitiche e osservatori militari – tra cui la testata specializzata Militarnyi – collegano l’episodio all’abbattimento di un caccia russo Su-35 avvenuto lo scorso 8 luglio sul fronte orientale.
Un’imboscata nei cieli: la ricostruzione dello scontro
L’azione rappresenterebbe un salto di qualità fondamentale nell’impiego operativo degli F-16, finora destinati principalmente all’intercettazione di droni Kamikaze, missili da crociera e ad azioni di supporto tattico a terra.
Secondo la ricostruzione diffusa dai canali informativi ucraini e confermata da fonti militari russe su Telegram, l’abbattimento sarebbe il risultato di un’operazione combinata e altamente coordinata:
Un velivolo ucraino (secondo alcune fonti un MiG-29 o un F-16 volando a bassa quota) avrebbe simulato un attacco al suolo per attrarre il Su-35 russo.
Con il supporto dei radar di terra e dei sistemi Patriot attivi lungo il confine, un secondo F-16 ucraino si sarebbe posizionato favorevolmente e avrebbe lanciato un missile aria-aria ad alto raggio colpendo l’aereo russo.
Il pilota del caccia russo si sarebbe salvato eiettandosi prima dell’impatto e sarebbe stato successivamente recuperato dai reparti di soccorso di Mosca.
Il valore politico e militare del successo
L’abbattimento del Su-35S – uno dei velivoli multiruolo più moderni e costosi della flotta aerea del Cremlino – incrina la narrativa di Mosca sulla presunta superiorità della propria aviazione sui jet di fabbricazione NATO forniti a Kiev.
Per l’Ucraina, che ha condotto estenuanti trattative diplomatiche per ottenere i caccia occidentali, si tratta di un’importante vittoria simbolica che dimostra l’efficacia dell’addestramento dei propri piloti e la capacità di minacciare direttamente le incursioni aeree russe.
Zelensky: “Attorno a Putin atmosfera tossica, il suo entourage contatta Kiev”
Un duro affondo propagandistico e politico che punta direttamente alle crepe interne al Cremlino. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha affermato su X che la cerchia ristretta dei collaboratori di Vladimir Putin avrebbe iniziato a inviare segnali riservati verso l’Ucraina e i suoi alleati internazionali, nella consapevolezza che la figura del leader russo sia diventata l’unico vero ostacolo alla cessazione delle ostilità.
“L’entourage di Vladimir Putin ha iniziato a segnalare agli ucraini e ai partner dell’Ucraina che realizzano, così come inizia a realizzarlo sempre di più anche la società russa, che il Presidente da solo è la causa dell’inizio e del proseguimento della guerra”, ha scritto il capo dello Stato ucraino.
Secondo Zelensky, le recenti operazioni militari condotte da Kiev sul campo, unite alle incursioni e ai raid condotti a medio e lungo raggio in territorio nemico, avrebbero logorato la tenuta del sistema di potere moscovita:
“Intorno a Putin si sta creando una nuova atmosfera per la situazione che si è creata al fronte e dopo i nostri raid a lungo e medio raggio. Un’atmosfera molto tossica. Ora sono necessarie decisioni che portino alla pace.”
Flotta ombra russa, l’UE stringe le maglie in mare: abbordata la petroliera MV South Star
L’Unione Europea alza il livello dello scontro con la cosiddetta “flotta ombra” impiegata da Mosca per eludere i blocchi internazionali e finanziare il conflitto in Ucraina. L’Alta Rappresentante per la Politica Estera dell’UE, Kaja Kallas, ha annunciato su X che lo scorso 20 luglio le forze navali dell’Operazione Irini hanno eseguito un abbordaggio in mare aperto sulla petroliera MV South Star, sospettata di navigare con una falsa bandiera in palese violazione del diritto marittimo internazionale.
“Stiamo intensificando la pressione sulla flotta ombra russa”, ha scandito Kallas, rimarcando come ogni rotta illecita contribuisca in modo diretto a sostenere lo sforzo bellico del Cremlino. Per questo motivo Bruxelles ha deciso di combinare le sanzioni economiche con azioni dirette sul campo marittimo.
A testimonianza della linea dura, gli Stati membri hanno dato il via libera affinché anche l’Operazione Atalanta possa avviare abbordaggi e controlli sulle imbarcazioni sospette secondo lo stesso schema adottato da Irini. Una decisione strategica che, come evidenziato dall’Alta Rappresentante, stringe ulteriormente le maglie della rete di sorveglianza comunitaria contro i traffici illegali legati al petrolio russo.