Guerra in Ucraina

Guerra in Ucraina

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Tregua a Oleshky dal 27 ottobre, poi l’evacuazione dei civili

Sono in duemila, di cui circa 50 bambini, ad attendere la fine di un’agonia prolungata in cui sono stati lasciati senz’acqua, cibo ed elettricità intrappolati nella morsa degli eserciti di Russia e Ucraina.

 

Rubio: “Se risolviamo il nodo del Donbass la guerra finisce”

Il segretario di Stato americano Marco Rubio ritiene che una soluzione della questione del Donbass sia un passaggio indispensabile per avvicinare la fine della guerra tra Russia e Ucraina. Secondo gli Stati Uniti, le parti dovranno fare concessioni.

Lo riporta RBC-Ucraina, che cita una dichiarazione in cui il segretario di Stato delinea quello che considera un percorso realistico per mettere fine alla guerra: “Si tratta di un conflitto molto complesso e so che il presidente (Donald Trump, Ndr) vi ha dedicato moltissimo tempo. Abbiamo persone che non fanno altro che cercare di trovare un modo per cambiare la situazione e superare queste divergenze”.

Rubio ha aggiunto: “Vorrei solo dirvi che la gente continua a dire che questa è una guerra in Ucraina. Questa guerra riguarda il Donbass. Riguarda una regione del Paese”. Il numero 1 del Dipartimento di Stato Usa ha quindi argomentato: “Questa guerra non si risolverà militarmente, ma finirà soltanto attraverso la diplomazia. È possibile raggiungere un risultato in cui entrambe le parti ottengano qualche beneficio, ma facciano anche delle concessioni e pongano fine a tutto questo?”.

Siamo “felici di svolgere il ruolo di mediatori”, ha detto Rubio a proposito dell’iniziativa di pace degli Stati Uniti, ma ha aggiunto riferito a Ucraina e Russia, i due Paesi belligeranti: “Non abbiamo alcuna possibilità di risolvere la questione se non riusciamo a coinvolgerli nei negoziati”.

 

Russia-Iran, la prossima settimana Pezeshkian incontra Putin a Mosca

Abbas Araghchi, ministro degli Esteri iraniano, annuncia su Instagram che la prossima settimana il presidente iraniano Masoud Pezeshkian incontrerà a Mosca il presidente russo Vladimir Putin.

Lo stesso Araghchi fa sapere che la settimana scorsa a Teheran ha avuto colloqui approfonditi con il suo omologo russo Sergey Lavrov.

Tra le questioni al centro della discussione l’ampliamento della cooperazione politica ed economica, l’attuazione degli accordi congiunti e il potenziamento del partenariato strategico globale tra Iran e Russia.

 

Burnham a Trump: “L’Ucraina abbia pieno accesso a Starlink”

Il capo del governo britannico Andy Burnham, nel corso di una telefonata con il presidente americano Donald Trump, ha sottolineato “l’importanza che l’Ucraina abbia pieno accesso” alla rete satellitare Starlink per “continuare a difendersi” dagli attacchi aerei e missilistici di Mosca e “dall’invasione russa su vasta scala”.

Lo riferisce Downing Street, aggiungendo che Burnham ha espresso apprezzamento verso “l’azione del presidente Trump per portare Vladimir Putin al tavolo del negoziato” e che i due leader alleati hanno confermato che proseguiranno i loro sforzi al fine di “lavorare insieme con i partner internazionali per mettere fine al bagno di sangue”.

 

Oleshky, la Difesa di Kiev: “Presto una missione umanitaria”

L’esercito ucraino sottolinea che adotterà tutte le misure necessarie per garantire lo svolgimento di una missione umanitaria a Oleshky, la città nel sud dell’Ucraina occupata da Mosca, dove secondo quanto annunciato dalla Difesa di Mosca sarà in vigore una tregua a partire da martedì alle 4 del mattino ora locale, le 3 in Italia.

In un messaggio su Telegram, pur senza citare la tregua in modo esplicito, lo Stato maggiore ucraino afferma: “Le forze di difesa dell’Ucraina daranno attuazione alla decisione del comandante in capo supremo (il presidente Volodymyr Zelensky, Ndr) affinché sia condotta una missione umanitaria a Oleshky. I relativi ordini saranno comunicati alle truppe”.

 

Oleshky, operazioni umanitarie dopo il transito dei genieri

“Per garantire la sicurezza delle persone e la consegna di beni di prima necessità, sarà organizzata una ricognizione dei genieri e sarà garantito il transito sicuro della colonna umanitaria verso il centro abitato di Oleshky, nell’oblast di Kherson”.

A spiegarlo è Valery Gerasimov, capo di Stato maggiore della Federazione Russa, in una dichiarazione pubblicata sul canale Telegram del ministero della Difesa.

 

Il Papa all’arcivescovo di Kiev: “C’è bisogno della testimonianza della Chiesa ucraina”

Papa Leone XIV ha ricevuto oggi in udienza privata Sviatoslav Shevchuk, arcivescovo maggiore di Kyiv-Halyc e capo della Chiesa greco-cattolica ucraina. L’incontro è avvenuto nella Biblioteca del Palazzo Apostolico. Riferendosi alla testimonianza di fede offerta da vescovi, sacerdoti, consacrati e fedeli ucraini dall’inizio del conflitto, il Pontefice ha affermato: “Di questa testimonianza ha bisogno non solo il Papa stesso, ma anche tutta la Chiesa universale”. A riferire dell’udienza è il segretariato dell’arcivescovo maggiore a Roma, citato dal Sir.

Shevchuk ha ringraziato Leone XIV per averlo incontrato mentre è ancora convalescente dopo l’intervento chirurgico, assicurandogli la preghiera della sua Chiesa. L’arcivescovo ha inoltre espresso gratitudine al Vaticano per gli appelli a porre fine alla guerra e per la diplomazia umanitaria in favore dei prigionieri e dei bambini ucraini deportati in Russia. Ricordando la recente visita del cardinale Matteo Zuppi ai prigionieri ucraini in un carcere russo, ha sottolineato: “È un segno che nessuno è dimenticato. Dio si ricorda di ciascuno”.

L’arcivescovo ha ringraziato Papa Prevost anche per il suo impegno per risolvere la catastrofe umanitaria di Oleshky e per i recenti colloqui con i presidenti Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky, ha descritto i preparativi per un altro inverno particolarmente difficile e lo ha informato sul Sinodo dei vescovi greco-cattolici dedicato alle vocazioni. Al termine dell’udienza, dopo lo scambio dei doni, ha consegnato al Papa gli elenchi dei prigionieri di guerra ucraini ancora detenuti dai russi.

luciani.2006@libero.it

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