Il Lecce si ripete in negativo quando incontra una grande
Niente da fare ancora una volta il Lecce ha messo i panni del procrastinatore nell’affrontare una delle “grandi” del nostro campionato e torna al fischio finale di Maresca nello spagliatoio copn zero punti in classifica ed una sconfitta in più (la quarta consecutiva in casa!) che raggela i facili entusiasmi del dopo Udine.
E’ bastata una scolastica, ma furba, Juventus per vincere una partita che non è stata mai entusiasmante. Ieri si sono affrontare due formazioni incerottate ma che venivano da risultati diametralmente opposti per cui si sperava, da parte leccese, di trovare conferma a quei progressi notati ad Udine e che finalmente si potesse festeggiare un buon risultato contro una delle squadre più quotate del circuito nazionale.
Invece nulla perché ieri il Lecce ha dimostrato in pieno la sua ingenuità cadendo nel trucchetto tiratogli da Spalletti quando i suoi hanno battuto la punizione dal limite dell’area con un finto concialiabolo tra due juventini mentre i compagni posizionavano divisi in due gruppi da quattro lasciando un buco al centro entro il quale si è lanciato, con i tempi giusti McKenzie per andare a segnare il suo primo gol in campionato.
Ed a proposito di primizie ancor di più lo è il gol di Doauglas alla sua prima rete in Italia con la maglia bianconera. Insomma la regolare “della prima volta” in negativo con il Lecce sembra essere sempre attuale.
In merito alla partita da un punto di vista tecnico tattico ci sono diversi appunti da fare, ma non è una novità.
Un errore grave, ma è di Di Francesco, è stato non riuscire a predisporre o, comunque, di attuare in corso d’opera, la copertura di Douglas che con la cura Spalletti sta tornando ad essere quel calciatore decisivo per il quale la Juve ha speso due mercati orsono ben 50 milioni di euro.
Ieri il centrocampista brasiliano è stato il fulcro della sua squadra ha fatto un assist per il primo gol e poi si è messo in proprio per segnare la seconda rete degli ospiti, sempre libero di agire a suo piacimento.
Solo nella ripresa, ma il risultato era ormai deciso, Di Francesco ha optato per un cambio di modulo che ha reso la sua squadra un po’ più intraprendente. L’ingresso di Siebert e Moneiro e lo spostamento di Ngom su Douglas ha dato più equilibrio a tutto il complesso e creato qualche apprensione alla difesa juventina che ieri è stata insidiata solo dagli spunti di NDri e poi di Monteiro. Fatah e Guebbles sono stati evanescenti e specie per il secondo i tifosi hanno mostrato segni di impazienza (fischi al cambio).
Altro appunto da muovere e la ormai evidente idiosincrazia di Di Francesco ad impiegare due punte. Se con quarantacinque minuti da giocare e con il risultato già maturato in negativo cosa impedisce di affiancare a quella presente una seconda punta? Nello specifico di ieri con Guebbels in cammpo perché non mettere subito Esteban che, in effetti, quando è entrato ha dato qualche segno di vitalità? E poi Stulic è ormai out?
Ovviamente a tutto le risposte può darle solo l’allenatore da parte mia, ma credo anche di qualche altro tifoso, è solo una riflessione.
Ora giovedì si andrà a Frosinone ed il Lecce oltre alle già sicure assenze dovrà far fronte ad una possibile defezione di Tiago Gabriel (uscito per infortunio) ed a quella certa di Gaspar (espulso e quindi sarà squalificato) per un eccesso di nervosismo. Purtroppo per lui è il ricadere in un errore già commesso lo scorso anno contro il Parma. Il gesto di ieri è ancora più inaccettabile perch+ si era proprio agli sgoccioli della partita e non serviva a nulla protestare così veementemente.
Ernesto Luciani