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IXª Giornata girone d’andata – FROSINONE vs LECCE – Il Commento

IXª Giornata girone d’andata – FROSINONE vs LECCE – Il Commento

Nel dopo gara rabbia e delusione nell’animo dei tifosi

Al fischio finale dell’arbitro Abisso, per il quale mi auguro una lunga carriera senza mai più incontrare il Lecce,

non sono riuscito a capacitarmi di quanto andavo avvertendo in me stesso. Rabbia? Delusione? Forse entrambe con preferenza per l’una sull’altra a seconda degli episodi che andavo ripassandomi.

La rabbia prevale di sicuro quando analizzo quanto accaduto nei minuti finali del primo tempo: a mio avviso lo strattonamento da dietro della maglia di Gandelman in piena area di rigore frusinate mentre il pallone calciato da Gallo dalla bandierina del calcio d’angolo scendeva giù e voleva solo essere colpito ed indirizzato in porta è rigore netto, ma Abisso fa cenno di andare avanti. Sul capovolgimento del gioco, come sempre, il Lecce si lascia trovare scoperto e così mentre Gallo si fa superare in velocità da Ghedjemis che mette al centro un delizioso cross, Siebert è costretto ad un intervento maldestro su un avversario che, appena sfiorato ha la furbizia di fare una capriola e lasciarsi andare a terra. Abisso completa l’opera e fischia un penalty che lo stesso Marani (specialista di cose arbitrali e del Var di Dazn) dice: “è molto più rigore quello non dato al Lecce che on quello concesso al Frosinone. Il secondo, secondo le nuove indicazioni della’AIA non lo avrebbe concesso nessun arbitro”.

Allo il Lecce ha perduto questo incontro per colpa dell’arbitro? No certo sarebbe un’attenuante così come potrebbero essere accampate delle scuse per tutta la serie di assenze per infortunio cui si è dovuto fare fronte.

Del resto lo stesso Di Francesco dice che non cerca scusa e che le colpe sono altre.

Io credo che sia compito suo individuarli quanto prima se non lo ha già fatto e di trovare subito un modo dio porvi riparo, caso contrario, credo sia necessario un primo faccia a faccia con la società e trovare il rimedio giusto.

Ieri il Lecce nei confronti del Frosinone sembrava la squadra della parrocchia di qualche paesino sperduto, con tutto il rispetto per tutti, contro il Real Madrid in grande spolvero.

Ma siccome giocano entrambe nel massimo campionato italiano, sinceramente non riesco a capire questa notevole differenza. Sarebbe anche il caso che la società alzasse i toni nei confronti della Governance del calcio italiano. Il fatto di essere una rara espressione al alto livello del calcio meridionale non deve essere una colpa ma un pregio e se non favorita almeno che non sia danneggiata da arbitri come Abisso (a Frosinone) e Maresca (contro la Juventus) che in combutta con il VAR non veda e non almeno riveda le azioni dubbie.

Ernesto Luciani

 

luciani.2006@libero.it

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