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La Coldiretti chiede l’intervento di Fitto e De Castro “Stop immediato del divieto di impianto”

La Coldiretti chiede l’intervento di Fitto e De Castro “Stop immediato del divieto di impianto”

 

NUOVO IMPIANTO ULIVI

L’associazione ha chesto ai due europarlamentari di farsi portavoce della battaglia.

Nel corso della riunione tenuta nella sede della federazione leccese della Coldiretti, è stato chiesto lo stop immediato al divieto di impianto di ulivi e delle altre specie arboree sensibili a xylella fastidiosa. Per riuscirci i responsabili della Coldiretti hanno incontrato gli europarlamentari Paolo De Castro e Raffaele Fitto. Oltre a loro la Coldiretti chiede anche il coinvolgimento di tutti 97 sindaci salentini, inviando loro una lettera ed esortandoli ad aderire a questa battaglia.

“Coldiretti – spiega il direttore Giuseppe Brillante – chiede agli europarlamentari salentini di fare pressione sulla Commissione Europea, e specificamente sul commissario alla Salute Vyteinis Andriukaitis, affinché sia abrogato l’art. 5 della  decisione di esecuzione della Commissione europea n. 789 del 18.05.2015, che impone nelle zone infette il divieto di impianto di specie che hanno dimostrato sensibilità alla Xylella fastidiosa”.

“Un divieto – aggiunge il presidente di Coldiretti Lecce, Pantaleo Piccinno –  che sta di fatto impedendo l’attività agricola e la libertà imprenditoriale dei coltivatori salentini. Stiamo rischiando di chiudere definitivamente le nostre aziende agricole, da una parte perché impossibilitati a difenderci dalla malattia, in assenza di cure finora scientificamente riconosciute, e, dall’altra, perché ostacolati dalla decisione comunitaria nel poter diversificare le attività economiche colturali con nuovi impianti della tradizione mediterranea: la maggior parte delle specie infatti sono inserite nell’elenco delle piante ospiti”.

Lo stop al divieto è una richiesta legittima, insiste Coldiretti. “Riteniamo che l’abrogazione di tale divieto, limitatamente alla provincia di Lecce, – aggiunge Piccinno – non contrasti con il principio di precauzione che ha ispirato il decisore europeo. La frontiera dell’area infetta è arrivata alle porte della provincia di Bari, e nel Leccese la malattia è ormai ineradicabile essendosi insediata anche sulle piante spontanee. Dare libertà di impianto non determina l’aumento del potenziale rischio di inoculo del batterio ne’ tantomeno significa aumentare la diffusione della malattia

L’Europa – conclude – riparta dai territori di periferia, interpretandone i bisogni reali e le aspirazioni. Il Brexit deve essere un chiaro monito: in Inghilterra le periferie hanno votato per l’uscita dall’Unione. La Commissione europea dunque non sia sorda alle istanze dei territori meno centrali ma non per questo meno importanti”.

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