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LA GUERRA IN UCRAINA

LA GUERRA IN UCRAINA

Oggi è il trentatreesimo giorno di guerra

Secondo il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, “La guerra di Putin va fermata. Il pericolo è reale, le bombe russe stanno esplodendo in Ucraina causando la morte di centinaia di civili. Bombe che scoppiano ai confini dell’Unione Europea. Questa invasione violenta va fermata, prima che la guerra diventi ancora più catastrofica e Putin porti avanti azioni ancora più disperate”.

 

Intantio ci sono strascichi della polemica sulla frase di Joe Biden che sabato aveva definito Vladimir Putin “macellaio” dicendo che “non può restare al potere”: in particolare, a considerare non adatta la definizione è stato il presidente francese Emmanuel Macron, uno dei leader occidentali che dall’inizio dell’invasione in Ucraina ha avuto più contatti con il presidente russo.

 

Il capo della diplomazia Usa Antony Blinken ha precisato che la fine del potere di Putin non fa parte della strategia di Washington. La Turchia insiste sulla necessità di mantenere aperti i canali di dialogo con Mosca, mentre sul terreno si registrano alcune battute di arresto dell’esercito russo, a Est e sul Mar Nero, ma combattimenti e bombardamenti continuano in molte città del Paese invaso. Polemica anche sui corridoi umanitari: la Croce rossa ha smentito di avere contribuito alle evacuazioni forzate verso la Russia.

 

È impossibile che tra Russia e Ucraina possa essere firmato un trattato di pace prima di un ritiro delle forze di Mosca in quanto i governi terzi garanti dell’accordo “non firmeranno nulla se abbiamo truppe sul nostro territorio”. Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, in un’intervista a un gruppo di media russi. Per questo, ha spiegato Zelensky, è necessario prima un faccia a faccia tra lui e il presidente russo Vladimir Putin per stabilire un’intesa che consenta il ritiro. “Penso che la guerra possa finire rapidamente, Putin e il suo entourage la stanno trascinando”, ha detto Zelensky, “pertanto, dobbiamo raggiungere un accordo con il Presidente della Federazione Russa e, per raggiungere un accordo, deve uscire con i propri piedi da dove si trova e venire a trovarmi in qualsiasi parte del mondo, tranne Bielorussia, Russia e Ucraina”.

“Basta questo – il nostro accordo con le firme, con i sigilli, anche con il sangue”, ha spiegato Zelensky, “questo è sufficiente per avviare il processo di ritiro. Le truppe devono essere ritirate, i garanti firmeranno tutto, e basta”. 

 

La Russia non sta consentendo all’Ucraina di restituire i corpi dei soldati russi caduti per nascondere all’opinione pubblica la reale entità delle perdite accusate durante l’invasione dell’Ucraina. Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, in un’intervista a un gruppo di media russi.

Zelensky ha spiegato che molti di questi soldati uccisi in battaglia “sono solo ragazzini, nati nel 2003 o nel 2004” e che, dopo un po’ di tempo, i russi hanno offerto agli ucraini dei “sacchi della spazzatura” per conservare i corpi dei caduti russi. “Non si fa nemmeno quando muore un gatto o un cane”, ha proseguito Zelensky, “ve lo dico come presidente di un paese che è in guerra con i soldati russi che sono venuti qui e li odiamo per quello che stanno facendo: non è bestiame”. “È spaventoso perché quando hai un tale atteggiamento verso la tua stessa gente, allora che tipo di atteggiamento hai verso tutti gli altri?”, ha proseguito il presidente ucraino, “penso che questa sia ferocia. E tutto questo finirà male”.

“Quello che sta succedendo in Russia è incomprensibile per me. È una Tragedia. Sì, tragedia”, ha detto ancora Zelensky, “ci sono molti ragazzini che non sapevano dove stavano andando”.

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