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CON LA PRESA DI POSIZIONE DI SCHIFANI TREMA IL NCD MA ANCHE IL GOVERNO

CON LA PRESA DI POSIZIONE DI SCHIFANI TREMA IL NCD MA ANCHE IL GOVERNO

SCHIFANO

Le dimissioni di Renato Schifani crea di nuovo grande imbarazzo non solo nel Ncd-Area Popolare ma anche al Governo che vede ridotto il proprio margine di sicurezza al Senato.

Schifani ha provveduto a comunicare la propria decisione con una lunga lettera inviata ai senatori di Ap “Il progetto centrista di Alfano non lo condivido. Non i sento attaccato alla poltrona o a posti di prestigio e lascio il mio ruolo da capogruppo perché non sono in linea con un’operazione che mi appare più da Palazzo che da territorio e non manifesta il nostro posizionamento e identità di Centrodestra”. Circa un possibile abbandono di Ap-Ncd lo stesso Schifani ha detto, in conferenza stampa, “Poi valuterò”. Per Schifani si aprono due strade: il ritorno in F.I. o l’aggregazione al gruppo Ala di Verdini. Un dato è certo, questo ulteriore cambio di casacca conferma quello smottamento al centro dell’esecutivo, anche perché con Schifani ci sarebbero pronti altri dieci/dodici senatori Ncd che non essendo in linea con Angelino Alfano, sarebbero pronti a seguire l’ormai ex “capogruppo”.

Naturalmente queste perdite creeranno disagi al Governo Renzi, se i soggetti in questione non aderiranno ad Ala, senza di loro, infatti, i numeri per il Premier saranno risicati al massimo o. addirittura, potrebbero non esserci e ciò rende la vita del Governo legata a doppio filo al gruppo Ala di Verdini. Per Alfano questo nuovo terremoto interno è un’ulteriore spinta a sinistra dove potrà cercare di stringere un’alleanza, anche per il futuro con Verdini, Scelta Civica e Pd. Neppure il cambiamento della legge elettore, con il premio di maggioranza in favore della coalizione e non solo alla prima lista, potrà determinare il rientro di Schifani visto che il progetto renziano stilato da Alfano vale sia con l?Italicum attuale (listone unico) sia con eventuali modifiche (coalizione)

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