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LECCE: CONTINUA LA QUERELLE TRA IL COMITATO “DECIDI TU” E IL SINDACO PERRONE

LECCE: CONTINUA LA QUERELLE TRA IL COMITATO “DECIDI TU” E IL SINDACO PERRONE

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Il Comitato “Decidi tu!” aveva mandato al Sindaco, l’11 luglio, una protesta formale per il ritardo con cui è stata convocata la Commissione che dovrà valutare ammissibilità del quesito e validità delle firme raccolte; cosa che renderebbe più difficile l’abbinamento con il referendum costituzionale di novembre.
Parliamo del Referendum Propositivo per l’estensione della zona a traffico limitato nel comune di Lecce H24. “Se ritornasse sui banchi di scuola il nostro sindaco sarebbe bocciato in aritmentica, italiano e anche in storia.” – è il commento ironico del Comitato DECIDI TU! alla risposta del Sindaco all’accusa di ritardare i tempi dell’iter procedurale per il Referendum cittadino sulla ZTL.

Ai sensi dello statuto la commissione doveva essere insediata entro un mese dalla consegna della richiesta, che è stata protocollata l’8 di giugno, mentre la lettera di convocazione è partita soltanto l’11 luglio e la commissione si riunirà per la prima volta il 19. “Il Sindaco deve consultare di più il vocabolario. ‘Insediarsi’ vuol “dire prendere come sede, stanziarsi’. Quindi l’8 di luglio la Commissione avrebbe dovuto già essere ‘in sede” mentre non era nemmeno partita la convocazione. Egli sostiene inoltre che i trenta giorni previsti dallo statuto scadevano il 9 luglio, che era sabato e quindi si doveva slittare al lunedì successivo. Se la matematica non è un’opinione i trenta giorni scadevano l’8 luglio, che era venerdì lavorativo, non il 9.”

“Infine anche la storia non è una materia in cui Paolo Perrone eccelle. Egli sostiene infatti che ‘una consultazione popolare deve avere forza propria nel raggiungere il quorum previsto’  dimenticando che, quando sono stati votati negli anni passati più referendum, essi si sono tenuti nella stessa data, e che a Lecce si è tenuto il referendum consultivo per l’accorpamento di Casalabate al Comune di Squinzano in concomitanza con un referendum nazionale.” “I pretesti accampati dal Sindaco offendono i 3.348 cittadini che hanno sottoscritto la richiesta di referendum”.

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