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LECCE –  Resoconto Osservatorio dell’Edilizia e delle Costruzioni

LECCE –  Resoconto Osservatorio dell’Edilizia e delle Costruzioni

Il numero dei cantieri tiene, ma l’1,3% di essi detiene il 45,2% del valore complessivo.

Ancora: la committenza pubblica arretra di quattordici punti in tre anni e mezzo, in coerenza con il dimezzamento degli importi banditi in regione nel 2024 dopo il picco del biennio legato al Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr).

E mentre cresce l’età media dei lavoratori, la classe 60 anni e oltre cresce di 250 unità mentre le classi 30-49 e under 30 arretrano rispettivamente di 130 e 18, aumenta anche la presenza di lavoratori d’origine straniera sui luoghi di lavoro dell’edilizia.

Nel quinquennio 2020/21-2024/25 la Cassa Edile della provincia di Lecce registra una crescita ampia di tutte le grandezze di gestione: i lavoratori attivi salgono da 5.827 a 7.336 (+25,9 per cento), la massa salari denunciata da 60,8 a 89,5 milioni di euro (+47,3 per cento), le ore denunciate da 5,76 a 7,87 milioni. Il tasso di versamento contributivo resta stabilmente sopra il 94 per cento.

Depurata dell’inflazione e rapportata alla base che la produce, questa crescita rivela però una natura precisa. A prezzi costanti 2025, la massa salari per lavoratore attivo passa così da 12.201 a 12.246 euro Sono questi alcuni de dati presenti nell’Osservatorio dell’Edilizia e delle Costruzioni della Cassa Edile di Lecce presentato nel pomeriggio di oggi, mercoledì 30 settembre: un focus con al centro le dinamiche del settore edile, comparto trainante dell’economia locale.

All’incontro sono stati presenti il presidente provinciale di Cassa Edile, Nicola Delle Donne, il suo vice Luca Toma, segretario della Fillea Cgil Lecce e il direttore dell’ente bilaterale, Daniele Verdesca che hanno portato i loro saluti.

A seguire sono intervenuti Gabriele Greco, presidente Ance Lecce; Salvatore Listinge, segretario provinciale Feneal Uil Lecce; e poi Luigi Derniolo, presidente di Confartigianato Lecce; Antonio Delle Noci, segretario reggente Filca Cisl Lecce; Antonio Mengoli, presidente di Formedil Lecce; Mario Vadrucci, presidente della Camera di Commercio di Lecce.

«Attraverso la lettura e l’elaborazione dei dati – ha sottolineato il presidente Delle Donne – vogliamo dare il nostro contributo al futuro del sistema produttivo che deve essere messo nelle condizioni di potere agire al meglio. Dopo la fase del Bonus 110% che ha drogato e devastato il mercato, il Pnrr ha dato nuovamente linfa al settore dell’edilizia.

Ora occorre continuare a spingere in questa direzione, è fondamentale sostenere l’economia del territorio attraverso investimenti strutturali che portino davvero valore infrastrutturale.

Quello delle costruzioni è un settore fondamentale per economia, per quella pugliese e del Salento in particolare.

Perché si guardi con fiducia verso l’orizzonte del domani, la Cassa Edile di Lecce è determinata a mettere le sue analisi a disposizione della politica e de decisori tutti.

La Cassa Edile vuole svolgere al meglio il suo servizio attraverso la bilateralità che la contraddistingue. La concertazione tra le parti datoriali e i lavoratori è fondamentale per costruire un futuro di sviluppo concreto».

«La Cassa Edile svolge quotidianamente un lavoro fondamentale – ha ribadito il vicepresidente Luca Toma – dando risposte pronte ed efficaci alle imprese e ai lavoratori. L’Osservatorio fa tesoro di dati interni e li mette a disposizione del territorio e dai Numeri dell’Osservatorio si può prendere spunto per condividere diverse riflessioni, a partire dalla narrazione attorno al rapporto tra giovani e lavoro edile.

Non è così vero che i giovani non siano attratti da questo settore. Dovremmo ragionare invece sulla capacità che ha il sistema di attrarli: il reddito medio annuo dei lavoratori in cassa edile è di 12mila euro, non proprio un reddito che permette a un giovane di costruire percorsi di autonomia e di emancipazione.

Un secondo aspetto è quello della componente della popolazione non nata in Italia All’interno del settore edile. È un dato che cresce, aumenta del doppio di anno in anno. La popolazione migrante sono ormai 5 anni che grosso modo cresce in successione geometrica. Numeri che dovrebbero introdurre analisi e politiche attive di accoglienza e formazione lavoro».

«L’Osservatorio è stato realizzato in maniera digitale – ha rimarcato il direttore di Cassa Edile, Daniele Verdesca – in modo da favorire la massima accessibilità. La volontà dell’ente è da un lato rivolgersi in maniera rapida e facilmente consultabile ai lavoratori del settore delle costruzioni, spesso accompagnati da basso livello di scolarizzazione e dall’altro essere consultabile anche da chi ha difficoltà di lettura e concentrazione.

Un modo concreto di Cassa Edile di aprirsi all’esterno e di raggiungere una platea sempre più ampia tra i suoi associati e andando oltre essi in modo da fare conoscere quelle che sono le sue fondamentali peculiari attività».

Nel corso della presentazione è stato il data analyst Davide Stasi a presentare l’Osservatorio Provinciale dell’Edilizia 2026.

La Cassa è cresciuta in estensione (più iscritti) e non in intensità (più valore per iscritto).

Non è un fenomeno locale: nello stesso 2024 le casse edili pugliesi registrano nel loro insieme un aumento del 5,7 per cento dei lavoratori iscritti a fronte di un aumento delle ore lavorate dello 0,6 per cento. Il quinquennio si chiude nel momento in cui il ciclo regionale cambia segno.

Nel 2024 gli investimenti in costruzioni in Puglia registrano il primo anno negativo dal 2016, con una flessione del 5,7 per cento in termini reali, per effetto del ridimensionamento degli incentivi all’efficientamento energetico: i lavori agevolati realizzati in regione passano da 2,2 miliardi di euro a 734 milioni, e nel primo trimestre 2025 si riducono a 49 milioni contro i 670 di un anno prima. La previsione per il 2025 è di un ulteriore calo del 7,5 per cento.

All’interno di questo quadro la provincia di Lecce presenta una posizione più debole della media regionale su tutti gli indicatori di domanda privata. Nel 2023 i permessi di costruire per abitazioni calano del 22,0 per cento mentre la regione resta stabile; nel 2024 le compravendite residenziali scendono del 3,1 per cento contro un aumento regionale del 3,3; i finanziamenti alle imprese per investimenti residenziali calano del 18,2 per cento a fronte di un recupero regionale del 16,6. Lecce è l’unica provincia pugliese con il segno negativo su tutti e tre gli indicatori.

Sul mercato dei cantieri (4.900 notifiche dal 2023, per 2,58 miliardi di euro) il valore complessivo tiene, ma l’importo mediano del cantiere scende del 27,6 per cento reale fra il 2023 e il 2025, mentre l’1,3 per cento dei cantieri concentra il 45,2 per cento del valore. La committenza pubblica arretra di quattordici punti in tre anni e mezzo, in coerenza con il dimezzamento degli importi banditi in regione nel 2024 dopo il picco del biennio legato al Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). L’effetto congiunto restringe il perimetro della verifica di congruità dal 92,3 per cento dei cantieri notificati nel 2023 al 74,3 nel 2025.

La struttura della forza lavoro evidenzia il vincolo di più lungo periodo. Nel solo 2024/25 la classe 60 anni e oltre cresce di 250 unità mentre le classi 30-49 e under 30 arretrano rispettivamente di 130 e 18: l’intera crescita netta della base viene dalla classe più prossima all’uscita. L’apprendistato è statisticamente assente 4 (30 posizioni su 8.081). La composizione per qualifica si polarizza: cresce l’operaio comune, cresce lo specializzato, si assottiglia l’operaio qualificato.

Il ricambio, oggi, passa dai lavoratori nati all’estero, che spiegano il 36,1 per cento della crescita netta della base e la cui incidenza sale dal 9,8 al 15,2 per cento degli attivi. Il confronto con il contesto è netto: la popolazione straniera residente in Puglia è pari al 4,0 per cento del totale, fra le quote più basse d’Italia. La composizione di questa componente è inoltre cambiata radicalmente: i discendenti dell’emigrazione salentina nati in Germania e Svizzera, che nel 2020/21 erano quasi metà del totale, sono oggi un quarto e hanno un’età media di 48,4 anni; la componente di immigrazione recente è salita al 73,6 per cento con un’età media di 35,6 anni, ma solo il 5 per cento di essa risulta presente in tutte e cinque le annualità.

Dopo l’analisi dei dati più importanti dell’Osservatorio, la giornata è continuata con un tavolo sociale su “Persone, società, economia: Le sfide contrattuali e antidumping”, al quale hanno preso parte Antonio Tommasi (Inps Lecce), Anna Maria Giustizieri (Inail Lecce), Fabrizio Pirelli (Ispettorato Territoriale del Lavoro Lecce) e Stefano Seclì, consulente del lavoro.

E si conclusa con un ultimo momento di confronto su “Casa, città, territorio: Le sfide dopo il PNRR”.

Sono intervenuti Maria Antonietta Aiello (rettrice dell’Università del Salento), Franco De Lorenzi (presidente dell’Ordine degli Architetti Lecce), Francesco Micelli (presidente dell’Ordine degli Ingegneri Lecce), Antonio Vergara (presidente del Collegio Geometri Lecce).

L’appuntamento è patrocinato dall’Ordine degli Ingegneri di Lecce, dall’Ordine degli Architetti di Lecce, dall’Ordine dei Consulenti del Lavoro e dal Collegio Provinciale dei Geometri di Lecce.

luciani.2006@libero.it

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