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IL MONDO DEL WEB SEMPRE PIÙ INSERITO NEI SERVIZI UTILI GIORNALIERI

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INNOVAZIONE

Segue prima e seconda  parte pubblicata il primo e 8  giugno

Continuiamo ad analizzare in dettaglio quali sono le applicazioni IoT più diffuse nelle diverse industry.

fiTness: biomeTriccloThinG, smArTsporTsweAr, AcTiviTyTrAcker

I sensori IoT posizionati all’interno delle scarpe da corsa sono stati probabilmente tra i primi oggetti intelligenti applicati su larga scala: ci ha pensato, infatti, il colosso dello sportswear Nike nel lontano 2006.

L’abbigliamento sportivo intelligente permette di tradurre i dati -temperatura corporea, sudorazione, frequenza cardiaca, pressione…- rilevati a contatto con il corpo umano in consigli utili a migliorare le prestazioni agonistiche. Ormai molti equipaggiamenti sportivi sono in grado di misurare le performance e trasferirle, per visualizzarle e analizzarle, al proprio smartphone, notebook o console. Ovviamente, sia i tessuti intelligenti sia gli smart band potranno essere facilmente integrati con le applicazioni di geolocalizzazione, in modo da ampliare la quantità di dati statistici rilevati in merito alle performance, le calorie bruciate, la distanza percorsa, la velocità media, il tempo e la pendenza del tracciato.

mAnufAcTurinG: smArTinDusTry, inDusTry 4.0, smArTmAnufAcTurinG

Con l’aiuto dell’Internet of Things, le fabbriche si trasformano. Si parla di smart manufacturing per indicare quella visione degli opifici del futuro in cui l’efficienza e la competitività aumentano di diverse grandezze grazie alle tecnologie digitali, che abilitano l’interconnessione e la cooperazione tra le risorse (asset fisici, personale e informazioni), siano esse interne alla fabbrica o distribuite lungo la catena del valore. Si fa riferimento a queste applicazioni come all’Industrial Internet o, anche, come ai sistemi cyberfisici.

L’IoT offre ai produttori la possibilità di anticipare e correggere gli errori di produzione più rapidamente, ridurre i tempi di interruzione e automatizzare gli interventi di manutenzione. La tracciabilità degli asset intelligenti permette un miglior controllo della logistica, grazie al monitoraggio in tempo reale delle spedizioni. La maggior parte dei processi cui si riferisce l’industrial IoT riguarda le aree della produzione, logistica, manutenzione, qualità e sicurezza, quindi tutte quelle a valle della catena della fornitura. Nessuna sperimentazione, invece, emerge a livello di smartplannning, ovvero le attività a monte della catena del valore. La capacità di gestire in modo completamente integrato, tra sedi diverse, gli acquisti e i processi di produzione, distribuzione e inventario parrebbe, quindi, ancora un miraggio anche se IDC per il 2020 prevede che circa l’80% delle aziende manifatturiere mondiali sarà totalmente smart.

PA: smArTciTy e smArTurbAninfrAsTrucTure (sui)

L’IoT dimostra di essere la tecnologia abilitante delle città intelligenti. Nonostante le numerose iniziative avviate nel corso degli ultimi anni, però, poche sono riuscite a superare lo stadio di sperimentazione e nel complesso lo scenario italiano rimane ancora a macchia di leopardo.

I dati dell’Osservatorio Internet of Things della School of Management del Politecnico di Milano mettono in luce come il 50% dei comuni italiani con oltre 40.000 abitanti abbia avviato negli ultimi 3 anni almeno un progetto smart city basato su tecnologie IoT. Ma con l’eccezione di alcune applicazioni per il monitoraggio del traffico, si tratta d’iniziative confinate alla mera sperimentazione. Raccolta rifiuti, trasporti pubblici e illuminazione sono gli ambiti più interessanti per le municipalità, ma in futuro si guarda anche ai servizi turistici. Secondo NavigantResearch il mercato mondiale delle soluzioni di smartenergy per le smart city passerà dai 7,3 miliardi di dollari del 2015 a 21 miliardi nel 2024, corrispondenti a un investimento complessivo di quasi 140 miliardi di dollari. Questo trend viene inquadrato dall’analista come parte di un più ampio processo di transizione del settore dell’energia dal semplice smartmetering fondato sui contatori intelligenti a un approccio definito energycloud o smartgrid. Losmartgrid implementa un’infrastruttura interconnessa che combina tecnologie intelligenti lato domanda con l’interesse verso le energie rinnovabili, sempre più spesso contemplate in abbinamento alle fonti energetiche tradizionali. Il tutto in ottica di creazione di nuovi ecosistemi energetici urbani. Il prossimo passo è sfruttare al meglio le sinergie, creando le “Smart Urban Infrastructure” (SUI): infrastrutture coordinate e interconnesse, che non passano per le reti di comunicazione tradizionale ma su connessioni cellulari e wireless – in particolare il Wi-Fi pubblico, sul quale tutte le amministrazioni stanno investendo per amplificare i benefici economici delle città intelligenti – basate sulle tecnologie IoT. La creazione di una SUI improntata sull’offerta di tre servizi (smartmetering gas, illuminazione e raccolta rifiuti intelligenti) in una città di medie dimensioni consente un risparmio del 25%-50% sui costi d’investimento e del 50%-70% su quelli operativi, rispetto a una realizzazione non coordinata degli stessi servizi.

Eugenio Luciani

Fine terza parte

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