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SAGRE E FESTE PATRONALI SEGNALATE DA LECCEOGGI

SAGRE E FESTE PATRONALI SEGNALATE DA LECCEOGGI

FESTA DI SAN BIAGIO

Corsano 28 luglio

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La Festa di San Biagio si svolge a Corsano nel periodo estivo, quando è permesso a tutti i fedeli non residenti di rientrare in paese per le vacanze estive e rendere omaggio al protettore. Il santo, tanto caro alla popolazione corsanese, viene però celebrato anche ad inizio febbraio, quando nel piccolo paese ha luogo la Fiera di San Biagio.

La devozione verso il Patrono non è portata solo dalla comunità di Corsano, ma anche nei comuni limitrofi, sono infatti numerosi i pellegrinaggi che giungono nel paese per venerare San Biagio e per invocare il suo miracoloso intervento nelle malattie della gola.

Il programma dei riti religiosi si svolge in tre giorni di festa, durante i quali in paese si accendono le luminarie per indicare il percorso della Processione. Il simulacro di San Biagio, subito dopo la Santa Messa, viene condotto a spalla per le vie del paese a benedire case e famiglie, mentre la musica della banda accompagna il corteo.

Nei giorni successivi continuano i concerti della suggestiva banda musicale e chiudono la manifestazione gli immancabili e coreografici fuochi pirotecnici.

Sia nel giorno della festa estiva che in occasione della fiera invernale le celebrazioni per il santo raggiungono il massimo di partecipazione quando il parroco scorre il consueto panegirico, è il momento in cui l’arciprete illustra ed elogia la vita ed i miracoli di San Biagio.

Le serate della Festa di San Biagio sono anche allietate da alcune esibizioni musicali o show di comicità

San Biagio era medico e in vita fu nominato vescovo di Sebaste in Armenia negli anni a cavallo fra il III e il IV secolo. La leggenda narra che, scoppiata la persecuzione dei cristiani, Biagio si allontanò dalla sua sede vescovile e andò a vivere in una grotta dove guariva con un segno di croce gli animali ammalati.

Scoperto da alcuni cacciatori in mezzo ad un branco di bestie e denunziato al magistrato, venne catturato e rinchiuso in prigione, dove continuò a ricevere e sanare gli ammalati. Un giorno si recò da lui una donna, il cui figlio era sul punto di morire, a causa di una lisca di pesce conficcata in gola, la benedizione del santo lo risanò immediatamente.

Fra i tanti altri miracoli, operati anche durante le torture, va ricordato quello della vedova alla quale un lupo aveva portato via un maialino. La donna, riavuta la sua bestia, in segno di riconoscenza portò dei cibi e delle candele al santo che, commosso, le disse di offrire ogni anno una candela alla chiesa che in futuro sarebbe stata edificata a suo nome, per avere in cambio bene per sempre.

A causa della sua predicazione e fervida fede religiosa, quando il giorno del processo si rifiutò di rinnegare la fede cristiana, i suo carcerieri lo punirono fino alla tortura con i pettini di ferro che si usavano una volta per cardare la lana. E poi fu decapitato nel 316.

Durante le celebrazioni liturgiche molto spesso i parroci benedicono le gole dei fedeli avvicinando ad esse due candele. Per questo motivo San Biagio è anche patrono degli specialisti medici della gola.

Visto lo strumento della tortura usato dai suoi aguzzini fino al giorno prima della sua morte, è anche considerato protettore dei cardatori di lana, e paladino degli animali e delle attività agricole.

redazione.lecceoggi@gmail.com

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