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XYLELLA: LA REGIONE PENSA SOLO AD EVITARE LA MESSA IN MORA EUROPEA. NESSUNO PENSA ALLE AZIENDE

XYLELLA: LA REGIONE PENSA SOLO AD EVITARE LA MESSA IN MORA EUROPEA. NESSUNO PENSA ALLE AZIENDE

ROCCO PALESE

“Sono passati anni dai primi allarmi lanciati da olivicoltori e vivaisti sulla Xylella e nessuno ha fatto nulla, così come nessuno ha fatto niente quando l’Unione Europa prima ha avvisato l’Italia e la Puglia che c’erano dei focolai, poi che c’era un’epidemia e poi che l’epidemia poteva trasformarsi in pandemia. Le uniche preoccupazioni del Governo e della Regione Puglia sembrano essere legate al rischio di essere messi in mora dall’Ue. Nessuno, e qui le colpe sono soprattutto della Regione, si preoccupa non del rischio ma ormai purtroppo della inesorabile certezza, che centinaia di aziende olivicole salentine e pugliesi sono ormai morte. Che migliaia di famiglie il cui reddito era collegato a quelle aziende sono sul lastrico, che il futuro di migliaia di giovani pugliesi e meridionali è compromesso a causa del disastro che ha investito aziende e famiglie”. Lo denuncia l’On. Rocco Palese, vicepresidente della Commissione Bilancio della Camera, che aggiunge: “Ed ora, dopo anni di tempo perso, dopo che Governo e Regione non hanno investito sulla ricerca e non sono stati capaci neanche di arginare i danni ristorando olivicoltori e vivaisti colpiti, piuttosto che pensare a sostenere un intero settore della nostra economia messo in ginocchio, si cerca di buttare fumo negli occhi anche all’Europa. Cosa intende rispondere la Regione all’ennesimo richiamo? Che ha in mente una legge con l’ennesima agenzia che non sarà operativa prima di un anno? O che sta cercando di tutelare gli ulivi millenari ed il paesaggio pugliese? Ben vengano anche le tutele ambientali, ma la Xylella non aspetta certo le calende greche della politica regionale, continua ad espandersi e a distruggere non solo il paesaggio, ma soprattutto il nostro tessuto economico e sociale. Bisogna pensare con urgenza alle famiglie, ai giovani, alle aziende che non sanno più come sopravvivere e bisogna procedere subito emanando una Legge speciale, stanziando fondi per la ricerca e indennizzi alle aziende con procedure certe e trasparenti per modalità e tempi di assegnazione. Il resto è solo una presa in giro”.

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