HomeCronaca e AttualitàLa Candida auris il fungo killer che spaventa nel 2024 si diffonde in Italia

La Candida auris il fungo killer che spaventa nel 2024 si diffonde in Italia

La Candida auris il fungo killer che spaventa nel 2024 si diffonde in Italia

Il fungo trasmissibile da persona a persona, non è da sottovalutare, anche se è particolarmente pericoloso per le persone con malattie pregresse. Resistente agli antifungini e molto letale per pazienti fragili e ospedalizzati o in case di cura

Il fungo e agente patogeno Candida auris si sta diffondendo rapidamente in Italia. Il fungo è immune a vari farmaci. Le autorità sanitarie sono allarmate e i ricercatori sollecitano un obbligo generale di segnalazione, mentre a contribuire alla notorietà di Candida auris ci ha pensato la prestigiosa testata “The New York Times” con una serie di approfondimenti sulla sua pericolosità. Il primo caso di infezione in Italia è stato registrato in Toscana a marzo del 2022 e, anche se tenuto sotto controllo, a preoccupare medici e scienziati è la causa di tale infezione: la Candida auris, il fungo “killer” con casi in aumento negli USA nel 2023.

Il fungo Candida auris è un patogeno, molto pericoloso per l’uomo, rilevato per la prima volta nel 2009 in Giappone dall’orecchio di una donna (da qui il termine “auris” latino) anche se il primo caso isolato ad oggi noto risale al 1996.

In Italia si è diffuso per la prima volta nel 2019 seguito nel 2020-2021 da un focolaio nelle Regioni settentrionali. Si tratta di un microrganismo patogeno diffuso in ambienti ospedalieri, indicato oggi come minaccia globale dall’Organizzazione mondiale della sanità, perché più resistente che in passato agli antifungini. Il fungo colpisce soprattutto i pazienti già ospedalizzati o in case di cura ed è particolarmente invasivo per neonati, anziani, persone con malattie o sistema immunitario debole, diabetici, fumatori, soggetti reduci da interventi chirurgici. La sua pericolosità deriva dal fatto che è molto resistente a più antimicotici e rimane molto tempo nell’ambiente e nelle superfici, insieme di fattori che lo rendono altamente letale. Gli scienziati del Lundquist Institute for Biomedical Innovation, un’organizzazione di ricerca biomedica senza scopo di lucro statunitense, sarebbero già al lavoro per il vaccino a base di anticorpi neutralizzanti e immunostimolanti.

Secondo i ricercatori, oltre alle infezioni del sangue (“sepsi fungina”), particolarmente minacciose e difficili da trattare sono anche le infezioni delle protesi e dei corpi estranei nel corpo causate da Candida auris, come ad esempio le infezioni delle protesi articolari. Il gruppo di ricerca guidato da Alexander M. Aldejohann dell’Università di Würzburg ha pubblicato l’aumento del numero di casi in Germania nel Bollettino epidemiologico dell’Istituto Robert Koch. Solo una parte di questi casi è stata registrata nell’ambito dell’obbligo di notifica introdotto nel 2023, poiché questo vale solo per determinate infezioni. Un ulteriore aumento del numero di casi in Italia è da ritenersi probabile; proprio per la vaghezza dei sintomi, come febbre, stanchezza e dolori muscolari e la difficoltà a ricercarne la presenza attraverso indagini diagnostiche, per questo è complicato stimare quante persone abbiano contratto un’infezione da Candida auris. Può diventare un problema negli ospedali e nelle strutture di cura, soprattutto nei reparti di terapia intensiva. La trasmissione avviene tramite infezioni da striscio. L’agente patogeno non si diffonde attraverso l’aria, come il coronavirus.

“Se la Candida auris entra nel flusso sanguigno, c’è il rischio di avvelenamento del sangue, che è fatale in poco più della metà dei casi”, scrivono i ricercatori. Il fungo Candida auris, si è rapidamente diffuso a livello internazionale. Fin dall’inizio, rileva Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”,  l’agente patogeno estremamente ostinato si è dimostrato resistente ad alcuni antimicotici, farmaci che combattono le infezioni fungine, e ad alcuni disinfettanti. Candida auris è oggi “curabile”, secondo le linee guida emanate già lo scorso anno dal CDC, attraverso la somministrazione di echinocandine, una nuova classe di farmaci o con un mix di antimicotici ad alte dosi. La guardia di certo non va abbassata ma ad oggi la vera minaccia è rappresentata dai microrganismi multiresistenti. In Italia le infezioni correlate all’assistenza intra-ospedaliera colpiscono ogni anno circa 284.000 persone, pari al 10% dei ricoveri.

Di queste un numero che oscilla tra i 4.500 e i 7.000 sfociano in decessi. Secondo l’ormai nota analisi Review on Antimicrobial Resistance, datata 2016, entro il 2050, a queste condizioni, le infezioni batteriche causeranno più morti del cancro (quasi 10 milioni di decessi l’anno). Uno scenario evitabile attraverso un miglior utilizzo degli antibiotici a nostra disposizione, alla prevenzione delle infezioni a livello nosocomiale e alla ricerca di nuove molecole efficaci.

luciani.2006@libero.it

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